FOLIO I · PENSATORI · GEN. 03 · N° 003

Ludwig von Mises

Opere
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Generazione
3.
Ritratto di Ludwig von MisesRitratto di Ludwig von Mises: Ludwig von Mises, Studio-Portrait des Mises Institute (1960)Ritratto di Ludwig von Mises: Mises-Portrait (koloriert, hochskaliert) (2023)
FOL. 03 · N° 003 · Ludwig von Mises
BIOGRAFIA

Vita e opera

Ludwig von Mises, il cui trisavolo era stato elevato all'ereditario rango nobiliare dall'imperatore Francesco Giuseppe, proveniva da una famiglia di ebrei assimilati e nacque nel 1881 nella galiziana Lemberg (oggi Leopoli). Ludwig frequentò il Akademisches Gymnasium, studiò giurisprudenza e nel 1909, dopo un breve periodo come praticante, iniziò la propria carriera presso la Camera di commercio di Vienna. Nella posizione formale di semplice funzionario della segreteria della Camera, nella quale sarebbe rimasto per i successivi 35 anni, divenne di fatto uno degli economisti più autorevoli del paese. Sotto l'influsso di Carl Menger e di Eugen von Böhm-Bawerk, Ludwig von Mises si rivolse fin da giovane al pensiero della Scuola austriaca e già nel 1912 poté conseguire l'abilitazione con la sua Theorie des Geldes und der Umlaufsmittel (Teoria della moneta e dei mezzi fiduciari). I vasti temi economici di cui si occupò in seguito «erano per lo più problemi riguardo ai quali egli riteneva errata l'opinione prevalente» (Hayek, in: Mises 1978, XII). Mises non nascose quasi mai di nutrire soltanto disprezzo per non pochi esponenti della sua disciplina. Con Human Action (1949), la rielaborazione inglese della sua opera principale Nationalökonomie (Economia nazionale, 1940), raggiunse a poco a poco il successo tanto desiderato. In queste come nelle opere precedenti e in quelle successive, Mises si mostrò sempre come osservatore acuto e pensatore incorruttibile. Alcuni sviluppi li previde con largo anticipo come conseguenze logicamente prevedibili, così, ad esempio, la grande crisi economica mondiale alla fine degli anni Venti. A causa della sua posizione radicalmente liberale, respingeva gli interventi dello Stato nel funzionamento dell'economia e scrisse per tutta la vita con fermezza contro le pretese degli statalisti. Dall'anarchismo, tuttavia, prese nettamente le distanze. Dai suoi avversari, sempre in maggioranza, Mises fu giudicato testardo, intollerante ed estremista. I suoi allievi sottolineavano l'apertura intellettuale e l'ampiezza di vedute che dominavano nel suo seminario privato. Della verità delle proprie tesi e del senso del proprio lavoro, che per tutta la vita non gli procurò né ricchezza né onori accademici, rimase però sempre convinto.
Metadati
29. September 1881
a Lemberg
10. Oktober 1973
a New York
3ª generazione
Il podcast

L'episodio su Ludwig von Mises

Ludwig von Mises da ascoltare: la vita, l'idea fondamentale, l'argomentazione più celebre e quale opera leggere per prima. Circa 16 minuti.

0:00–:––

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Tappe biografiche

Tappe

  1. 1881
    1881
    Nascita

    Nato il 29 settembre 1881 a Leopoli (oggi Lviv), in Galizia. Proveniva da una famiglia di ebrei assimilati; il suo trisavolo era stato elevato alla nobiltà ereditaria dall'imperatore Francesco Giuseppe.[3]

  2. ⁦1892–1900⁩
    ⁦1892–1900⁩
    Akademisches Gymnasium

    Frequentò l'Akademisches Gymnasium.

  3. ⁦1900–1906⁩
    ⁦1900–1906⁩
    Studi di giurisprudenza

    Studiò giurisprudenza (all'Università di Vienna).

  4. ⁦1902–1903⁩
    ⁦1902–1903⁩
    Servizio militare come volontario annuale– approssimativo

    Servizio militare come volontario annuale nel 1902/1903.[18]

  5. 1906
    1906
    Praticante avvocato– dedotto

    Per breve tempo praticante avvocato prima dell'inizio della carriera professionale presso la camera di commercio.

  6. 1906
    1906
    Dottorato in Dr. iuris

    Dottorato in giurisprudenza (Dr. iuris) all'Università di Vienna nel febbraio 1906.[2]

  7. ⁦1909–1934⁩
    ⁦1909–1934⁩
    Camera di commercio di Vienna

    Iniziò la sua carriera nel 1909 presso la Camera di commercio di Vienna, come funzionario del segretariato della Camera, e vi divenne di fatto uno degli economisti più influenti del paese. L'attività si concluse nel 1934 con il passaggio alla cattedra dell'IHEI di Ginevra.

  8. 1912
    1912
    «Theorie des Geldes und der Umlaufsmittel» (The Theory of Money and Credit)

    Pubblicazione del lavoro di abilitazione «Theorie des Geldes und der Umlaufsmittel» (The Theory of Money and Credit).[3]

  9. 1913
    1913
    Abilitazione all'Università di Vienna

    Conseguì l'abilitazione nel 1913 all'Università di Vienna con lo scritto «Theorie des Geldes und der Umlaufsmittel» (Teoria della moneta e dei mezzi di circolazione), pubblicato nel 1912. Sotto l'influenza di Carl Menger ed Eugen von Böhm-Bawerk si era avvicinato già in giovane età al pensiero della Scuola austriaca.

  10. 1918
    1918
    Professore straordinario all'Università di Vienna

    Dal 1918 professore straordinario all'Università di Vienna (libera docenza, non cattedra ordinaria).[18]

  11. ⁦1920–1934⁩
    ⁦1920–1934⁩
    Privatseminar di Mises

    Negli anni Venti fondò il suo celebre seminario privato nel proprio ufficio presso la Camera di commercio; punto d'incontro per Hayek, Machlup, Haberler, Morgenstern, Felix Kaufmann, Karl Menger e molti altri. Continuò fino all'emigrazione del 1934.[3]

  12. 1922
    1922
    «Die Gemeinwirtschaft» (Socialism)

    Pubblicazione di «Die Gemeinwirtschaft. Untersuchungen über den Sozialismus» (Socialism, 1922), la critica sistematica di Mises al socialismo, fondata sull'argomento dell'impossibilità del calcolo economico nel socialismo.[3]

  13. 1927
    1927
    Cofondazione dell'Österreichisches Institut für Konjunkturforschung (Istituto austriaco per la ricerca sulla congiuntura)

    Fondò nel 1927 con Friedrich August von Hayek l'Österreichisches Institut für Konjunkturforschung (Istituto austriaco per la ricerca sulla congiuntura, oggi WIFO).[20]

  14. 1929
    1929
    Previsione della grande depressione– dedotto

    Alcuni sviluppi furono previsti da Mises con largo anticipo, come conseguenze logicamente prevedibili: così, ad esempio, la grande depressione della fine degli anni Venti.

  15. ⁦1934–1940⁩
    ⁦1934–1940⁩
    Cattedra all'IHEI di Ginevra

    Nel 1934 lasciò Vienna e assunse una cattedra presso l'Institut universitaire de hautes études internationales (IHEI) di Ginevra, dove insegnò fino al 1940.[21]

  16. 1938
    1938
    Matrimonio con Margit Sereny-Herzfeld

    Nel 1938 sposò a Ginevra la vedova Margit Sereny-Herzfeld, ex attrice. Margit von Mises pubblicherà più tardi le sue memorie «My Years with Ludwig von Mises» (1976).[21]

  17. 1940
    1940
    «Nationalökonomie» (Economia politica)

    Pubblicazione della sua opera principale in lingua tedesca, «Nationalökonomie. Theorie des Handelns und Wirtschaftens» (Economia politica. Teoria dell'agire e dell'attività economica), a Ginevra nel 1940 (editore Editions Union): la forma preliminare di Human Action (1949).

  18. 1940
    1940
    Emigrazione negli Stati Uniti

    Nel 1940 emigrò con la moglie Margit attraverso Francia, Spagna e Portogallo negli Stati Uniti e si stabilì a New York.[3]

  19. ⁦1945–1969⁩
    ⁦1945–1969⁩
    Visiting Professor alla New York University

    Dal 1945 fino al pensionamento nel 1969 fu visiting professor alla New York University (Graduate School of Business): la cattedra non era finanziata dall'università, bensì da mecenati privati (William Volker Fund).[3]

  20. 1947
    1947
    Cofondazione della Mont Pèlerin Society

    Fu tra i membri fondatori della Mont Pèlerin Society nel 1947, su invito di Friedrich August von Hayek.[15]

  21. 1949
    1949
    „Human Action“

    Con „Human Action“ (1949), la rielaborazione inglese della sua opera principale „Nationalökonomie“ (1940), ottenne a poco a poco il successo tanto desiderato.[3]

  22. 1962
    1962
    Decorazione austriaca al merito per la scienza e l'arte

    Nel 1962 Mises ricevette la decorazione austriaca al merito per la scienza e l'arte.[22]

  23. 1973
    1973
    Morte

    Morì il 10 ottobre 1973 a New York.

Relazioni

Influenze

Influenzato da · 3
  1. ⁦1900–1906⁩
    ⁦1900–1906⁩

    Studiò con Eugen von Böhm-Bawerk e partecipò al suo seminario all'Università di Vienna; insieme a Menger uno dei maestri che più influirono sull'avvicinamento di Mises alla Scuola austriaca.[3]

  2. ⁦1903–1906⁩
    ⁦1903–1906⁩

    Wieser wird in der Wikipedia-EN-Influences-Box von Mises gelistet; Mises hatte zu Wieser ein distanzierteres Verhältnis als zu Böhm-Bawerk.

  3. 1913
    1913

    Philippovich war 1913 als Lehrstuhlinhaber für Politische Ökonomie der formelle Habilitationsbetreuer Mises' an der Universität Wien (Aufgabenhinweis aus Pipeline-Briefing).

Ha influenzato · 11
  1. ⁦1918–1925⁩
    ⁦1918–1925⁩

    Studiò all'Università di Vienna, tra gli altri con Ludwig von Mises; in seguito partecipò regolarmente al seminario privato di Mises.[3]

  2. ⁦1920–1920⁩
    ⁦1920–1920⁩

    Partecipante al seminario privato e membro della cerchia ristretta di Mises a Vienna.[23]

  3. ⁦1921–1921⁩
    ⁦1921–1921⁩

    Conseguì il dottorato nel 1921 come una delle prime donne in scienze politiche all'Università di Vienna; la dissertazione „Die Anweisungstheorie des Geldes" (La teoria del denaro come assegnazione) fu seguita da Ludwig von Mises.[25]

  4. ⁦1922–1931⁩
    ⁦1922–1931⁩

    Fu distolto dalle sue simpatie socialiste dalla lettura di «Die Gemeinwirtschaft» (1922, Socialismo) di Ludwig von Mises, che conteneva la dimostrazione dell'impossibilità del calcolo economico nella comunità socialista. Ben presto Mises riconobbe il talento di Hayek e lo invitò al suo seminario privato.[5]

  5. ⁦1923–1934⁩
    ⁦1923–1934⁩

    Machlup fu partecipante abituale del seminario privato di Mises e allievo intellettuale del circolo viennese.[3]

  6. ⁦1949–1955⁩
    ⁦1949–1955⁩

    Tradusse numerosi scritti di Mises dal tedesco all'inglese, contribuendo così in misura decisiva alla diffusione della teoria austriaca della moneta e del ciclo economico nel mondo anglofono.[6]

  7. ⁦1949–1959⁩
    ⁦1949–1959⁩

    Era considerato forse il più importante allievo di Mises nel Nuovo Mondo; Rothbard approfondì gli approcci del suo maestro soprattutto nella teoria della moneta, del monopolio, del capitale e dell'interesse.[7]

  8. ⁦1957–1957⁩
    ⁦1957–1957⁩

    Conseguì il dottorato con Mises alla NYU e ne divenne il successore come principale rappresentante della tradizione austriaca negli Stati Uniti.[8]

  9. Henry Hazlitt⁦(1894–1993)⁩ · US-Libertarismus

    Hazlitt fu un sostenitore di Mises nel mondo del giornalismo negli Stati Uniti, organizzò la posizione alla NYU tramite il William Volker Fund e agì da mediatore tra Mises e il più ampio pubblico americano.[3]

  10. Gustav von Schmoller⁦(1838–1917)⁩ · Jüngere Historische Schule

    Antipode metodologico del Methodenstreit; con «Theorie des Geldes und der Umlaufsmittel» (1912, Teoria della moneta e dei mezzi di circolazione) Mises proseguì indirettamente la disputa della scuola austriaca contro la giovane Scuola storica.

  11. John Maynard Keynes⁦(1883–1946)⁩ · Cambridge School

    Per tutta la sua vita Keynes fu il principale antipode intellettuale di Mises nella teoria della moneta e del ciclo economico; Mises rifiutava radicalmente gli approcci basati sull'intervento statale.[3]

Seminario privato, colleghi, Mont Pèlerin · 28
  1. ⁦1920–1934⁩
    ⁦1920–1934⁩

    Schwiedland fu partecipante al seminario privato di Mises a Vienna.

  2. ⁦1920–1934⁩
    ⁦1920–1934⁩

    Partecipante regolare al seminario privato di Mises a Vienna.[10]

  3. ⁦1920–1934⁩
    ⁦1920–1934⁩

    Kaufmann fu partecipante al seminario privato di Mises a Vienna.[3]

  4. ⁦1920–1938⁩
    ⁦1920–1938⁩

    Partecipante al seminario privato di Ludwig von Mises a Vienna; membro permanente della Società di economia politica fino all'espulsione nel 1938.[24]

  5. ⁦1920–1934⁩
    ⁦1920–1934⁩

    Schlesinger war Teilnehmer am Mises-Privatseminar (Wikipedia EN).

  6. ⁦1920–1934⁩
    ⁦1920–1934⁩

    Illy war ständiger Teilnehmer am Mises-Privatseminar (bio_de bestätigt).

  7. ⁦1920–1934⁩
    ⁦1920–1934⁩
    Lionel Robbins⁦(1898–1984)⁩ · LSE

    Robbins fu per un certo periodo partecipante al Privatseminar; in seguito fu un importante ponte del circolo viennese verso la LSE.[3]

  8. ⁦1920–1934⁩
    ⁦1920–1934⁩
    alfred-schutz

    Alfred Schütz (fenomenologo, anello di congiunzione con la scuola di Husserl) fu un partecipante abituale del seminario privato di Mises.[3]

  9. ⁦1920–1934⁩
    ⁦1920–1934⁩
    erich-voegelin

    Eric Voegelin (politologo e filosofo) fu partecipante del seminario privato.[3]

  10. ⁦1920–1934⁩
    ⁦1920–1934⁩
    Karl Menger jr.⁦(1902–1985)⁩ · Wiener Kreis (Mathematik)

    Karl Menger jr. (matematico, figlio di Carl Menger) partecipava al seminario privato di Mises.[3]

  11. ⁦1920–1930⁩
    ⁦1920–1930⁩

    Mises' Privatseminar-Liste (mises.org Hayek Centenary) führt Rosenstein-Rodan unter den regelmäßigen Teilnehmern; aktiv bis zur Übersiedlung nach Großbritannien 1930.[11]

  12. ⁦1920–1934⁩
    ⁦1920–1934⁩

    Partecipante al seminario privato di Ludwig von Mises presso la Camera di commercio di Vienna, insieme a Hayek, Haberler, Morgenstern e altri.[27]

  13. ⁦1922–1934⁩
    ⁦1922–1934⁩

    Partecipante per molti anni al Privatseminar di Mises a Vienna; uno dei pochi membri della cerchia ad aver conseguito l'abilitazione nella Scuola austriaca.[1]

  14. ⁦1922–1923⁩
    ⁦1922–1923⁩

    Compagno di battaglia di Ludwig von Mises nella stabilizzazione della moneta austriaca; insieme esercitarono pressione sul cancelliere federale Ignaz Seipel, ponendo fine alla politica di inflazione e di deficit.[16]

  15. 1927
    1927

    Fondò insieme a Mises l'Istituto austriaco per la ricerca congiunturale, presso il quale Hayek svolse a partire dal 1927 un «duro lavoro pionieristico sulle basi economiche».

  16. ⁦1928–1938⁩
    ⁦1928–1938⁩

    Dopo l'assunzione presso l'Istituto per la ricerca congiunturale, Schiff lavorò come redattore di giornale e frequentò regolarmente il seminario privato di Mises a Vienna.[13]

  17. ⁦1928–1936⁩
    ⁦1928–1936⁩

    Haberler partecipava regolarmente al seminario privato di Mises a Vienna.[3]

  18. ⁦1929–1938⁩
    ⁦1929–1938⁩

    Partecipante al Privatseminar di Mises a Vienna come membro della cerchia ristretta della Scuola austriaca.[3]

  19. ⁦1930–1933⁩
    ⁦1930–1933⁩

    Lachmann nahm laut Pipeline-Briefing als jüngeres Mitglied am Mises-Privatseminar teil; vor seiner Emigration nach London 1933.

  20. 1947
    1947
    Frank Knight⁦(1885–1972)⁩ · Chicago School

    Entrambi membri fondatori della Mont Pèlerin Society nel 1947.

  21. ⁦1947–1931⁩
    ⁦1947–1931⁩

    Nel 1947 riunì a Vevey, sul Lago di Ginevra, 39 pensatori non collettivisti provenienti da tutto il mondo, tra cui Ludwig von Mises, per la fondazione della Mont Pèlerin Society.[5]

  22. ⁦1947–1934⁩
    ⁦1947–1934⁩

    Partecipava regolarmente al seminario privato di Mises, oltre all'attività imprenditoriale nella fabbrica di cartoni dei genitori.[3]

  23. 1947
    1947
    George Stigler⁦(1911–1991)⁩ · Chicago School

    Entrambi membri fondatori della Mont Pèlerin Society nel 1947; Stigler in seguito presidente della MPS.

  24. 1947
    1947
    Milton Friedman⁦(1912–2006)⁩ · Chicago School

    Entrambi membri fondatori della Mont Pèlerin Society nel 1947.

  25. 1947
    1947
    Wilhelm Röpke⁦(1899–1966)⁩ · Ordoliberalismus

    Entrambi membri fondatori della Mont Pelerin Society nel 1947.

  26. ⁦1949–1959⁩
    ⁦1949–1959⁩

    Teilnehmer am Mises-Privatseminar in New York 1949–1959 (NYU-Phase) – direkter Anschluss an die Wiener Privatseminar-Tradition über Mises.[17]

  27. ⁦1949–1959⁩
    ⁦1949–1959⁩

    Partecipante al Privatseminar di Mises alla NYU dal 1949 fino alla fine degli anni Cinquanta, con attività protrattasi fino agli anni Settanta.[7]

  28. Nel 1957 Kauder definì Mises il «più fedele allievo» di Menger; era in rapporti amichevoli con lui e commentava il suo approccio ontologico come misura della teoria austriaca.[14]

Ludwig von Mises nel contesto dell'intera scuola: cinque generazioni, le loro linee maestro-allievo, i circoli e i rapporti tra colleghi.

FONTI SU TAPPE E RELAZIONI55 riferimenti · 6 fonti
Topografia

Luoghi di attività

CATALOGO DELLE OPERE · CRONOLOGICO

I libri

anni 1900
1902
Il lavoro, apparso nel 1902 come dissertazione viennese in scienze dello Stato, ricostruisce lo sviluppo del rapporto tra signoria fondiaria e contadini in Galizia, dal passaggio della regione all'Austria con la prima spartizione della Polonia (1772) fino all'affrancamento fondiario (1848). Mises ricostruisce dapprima l'ordinamento rurale della Galizia polacca (servaggio, signoria fondiaria, diritti di possesso, corvées) e contrappone l'inerzia dello Stato polacco all'azione interventista di quello austriaco. Il nucleo è costituito dall'esposizione delle riforme teresiane e giuseppine, dell'abolizione della servitù della gleba, dei decreti sulle corvées e della fallita regolamentazione fiscale e urbariale del 1789, seguita dalla reazione nel periodo post-giuseppino. Ampio spazio è dedicato alla rivolta contadina del 1846 e all'abolizione di tutte le corvées infine disposta nel 1848. L'indagine si fonda costantemente su atti d'archivio e sulla legislazione coeva; nella considerazione conclusiva Mises interpreta l'emancipazione dei contadini non in chiave giusnaturalistica, bensì come conseguenza di un ordinamento economico divenuto incompatibile con la crescita della popolazione.
OriginaleTedesco
anni 1910
1914
Die Störungen im Wirtschaftsleben der österreichisch ungarischen Monarchie
OriginaleTedesco
1919
Nation, Staat und Wirtschaft
OriginaleTedesco
Altre edizioni
  • Nation, State, and Economy
    OriginaleInglese
anni 1920
1923
In questo saggio completato nel 1923 Ludwig Mises esamina il lato teorico-monetario della stabilizzazione valutaria, prendendo le mosse dall'iperinflazione nel Reich tedesco e in Austria dopo la Prima guerra mondiale. La tesi centrale: il progressivo deprezzamento della moneta non è mai un risultato inevitabile della situazione economica, bensì sempre conseguenza di una politica inflazionistica, ossia della copertura delle spese statali mediante l'emissione di banconote. Mises descrive il possibile crollo di una valuta cartacea, esige come prima condizione di riforma l'arresto della stampa di banconote e il ritorno all'oro, e argomenta contro la teoria della bilancia dei pagamenti nonché contro l'idea che il controllo delle divise possa fermare il declino. Egli tratta l'argomento dell'inflazionismo condizionato, i pagamenti delle riparazioni del Trattato di Versailles, e delinea i tratti fondamentali di un nuovo ordinamento monetario ancorato all'oro. A sostegno richiama casi storici, la continental currency americana (1781) e i mandats territoriaux francesi (1796). In conclusione interpreta l'inflazionismo come un problema ideologico, connesso allo statalismo e al socialismo.
OriginaleTedesco
1924
Theorie des Geldes und der Umlaufsmittel (2., neubearbeitete Auflage)
OriginaleTedesco
Altre edizioni
  • Theorie des Geldes und der Umlaufsmittel (1. Auflage)1912
    OriginaleTedesco
  • The Theory of Money and Credit1953
    OriginaleInglese
1927
Liberalismus
OriginaleTedesco
Altre edizioni
  • Liberalism: In the Classical Tradition
    OriginaleInglese
1928
Geldwertstabilisierung und Konjunkturpolitik
OriginaleTedesco
1929
Il volume raccoglie sei trattazioni di politica economica di Ludwig von Mises, apparse nel 1929 col titolo "Kritik des Interventionismus". Mises sostiene che tra proprietà privata e proprietà collettiva dei mezzi di produzione non esiste una terza via duratura: l'intervento statale isolato su prezzi, salari e produzione manca sempre l'obiettivo perseguito dai suoi autori e spinge coerentemente o all'abolizione degli interventi o al socialismo. I testi si confrontano criticamente con la Scuola storica tedesca, con il socialismo della cattedra (Schmoller, Brentano), con la teoria salariale dei sindacati, con Sombart nonché con la tesi dell'"economia vincolata" di Schmalenbach. I brani conclusivi trattano la teoria dei calmieri e la statalizzazione del credito.
OriginaleTedesco
Altre edizioni
  • A Critique of Interventionism
    OriginaleInglese
anni 1930
1931
Die Ursachen der Wirtschaftskrise
OriginaleTedesco
Probleme der Wertlehre Die psychologischen Wurzeln des Widerstandes gegen die
OriginaleTedesco
1932
Die Gemeinwirtschaft (2., umgearbeitete Auflage)
OriginaleTedesco
Altre edizioni
  • Die Gemeinwirtschaft (1. Auflage)1922
    OriginaleTedesco
  • Socialism: An Economic and Sociological Analysis1951
    OriginaleInglese
1933
Grundprobleme der Nationalökonomie
OriginaleTedesco
Altre edizioni
  • Epistemological Problems of Economics
    OriginaleInglese
anni 1940
1944
In «Bureaucracy» (1944) Ludwig von Mises esamina la diffusione dell'amministrazione burocratica come sintomo del passaggio dall'economia di mercato alla direzione statale. La sua tesi guida: la burocrazia non è di per sé un male, bensì il metodo necessario ovunque il successo non possa essere calcolato in denaro. Mises contrappone due principi di organizzazione: la gestione orientata al profitto dell'imprenditore, guidata dal calcolo economico e dalla sovranità del consumatore, e la gestione burocratica degli uffici pubblici, vincolata a prescrizioni. Da questa contrapposizione deriva che le imprese private si irrigidiscono burocraticamente solo a causa degli interventi statali e che la pianificazione socialista resta irrealizzabile sul piano del calcolo per mancanza di prezzi di mercato. I capitoli successivi trattano le conseguenze psicologiche e politiche, come il movimento giovanile tedesco, la selezione del dittatore e il declino dello spirito critico. Gli esempi provengono soprattutto dalla Germania, dalla Francia, dalla Russia e dagli USA dell'epoca del New Deal.
OriginaleInglese
Altre edizioni
  • Die Bürokratie
    OriginaleTedesco
In quest'opera pubblicata nel 1944, Ludwig von Mises analizza l'ascesa e la natura del nazionalsocialismo tedesco e la inquadra in una più ampia critica dello statalismo. La sua tesi centrale: il nazismo non è una via particolare della mentalità tedesca, ma l'applicazione radicale dell'interventismo e del socialismo alla condizione di una nazione densamente popolata, che non può sostenersi senza importazioni e che perciò vuole conquistare spazio vitale. Mises ripercorre il declino del liberalismo tedesco, il trionfo del militarismo e la trasformazione dal pangermanesimo al nazismo, e tratta statalismo, nazionalismo, protezionismo, autarchia e antisemitismo come fenomeni interconnessi. Sostiene che una pace duratura è possibile solo in un'economia di libero mercato, in cui non sussistano cause economiche di guerra, e critica i progetti contemporanei di pianificazione mondiale, federazione e Società delle Nazioni come inadeguati finché le nazioni restano legate allo statalismo.
OriginaleInglese
Altre edizioni
  • Im Namen des Staates: oder Die Gefahren des Kollektivismus1978
    OriginaleTedesco
1945
Economic Planning
OriginaleInglese
1947
In questo saggio, Ludwig von Mises esamina il movimento cooperativo e ne contesta la pretesa di essere un modo distinto e superiore di organizzare la vita economica. Sostiene che l'ambizioso programma originario, le cooperative di produzione di Owen, King e Lassalle che avrebbero dovuto abolire il sistema salariale, fallì completamente, lasciando soltanto le cooperative di consumo e le cooperative agricole di acquisto e di vendita. Mises afferma che l'economia di mercato capitalista è essa stessa cooperazione sociale sotto la divisione del lavoro e che è l'impresa privata orientata al profitto, non le cooperative, a guidare il miglioramento economico. Egli sostiene che le cooperative vendono al di sopra del costo, ottengono un profitto come qualsiasi impresa e sopravvivono soprattutto grazie a esenzioni fiscali, credito a basso costo e altri privilegi statali, anziché per una maggiore efficienza. Le sezioni conclusive trattano le ambizioni politiche e monopolistiche del movimento e concludono che le cooperative possono essere giustificate solo in assenza di tali privilegi.
OriginaleInglese
Planned Chaos
OriginaleInglese
1949
L'azione umana è l'esposizione complessiva di Ludwig von Mises dell'economia come parte di una scienza generale dell'azione, che egli chiama prasseologia. Il punto di partenza è che l'azione umana è un comportamento orientato a uno scopo: l'uomo che agisce scambia uno stato meno soddisfacente con uno più soddisfacente. Da questa categoria dell'azione Mises deriva in modo puramente deduttivo le proposizioni teoriche, dal valore, dalla preferenza e dall'utilità marginale fino alla moneta, all'interesse, al capitale e al profitto imprenditoriale, fino alla teoria del ciclo economico. L'opera è articolata in sette parti e sviluppa la catallattica, la teoria della società di mercato, in contrasto con il socialismo e l'interventismo, di cui analizza le conseguenze. L'argomento centrale contro l'economia pianificata socialista è l'impossibilità di un calcolo economico razionale senza prezzi di mercato. Sul piano del metodo Mises distingue nettamente la prasseologia apriorica dallo storicismo, dal positivismo e dal polilogismo.
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Altre edizioni
  • Nationalökonomie: Theorie des Handelns und Wirtschaftens1940
    OriginaleTedesco
  • Menschliches Handeln: Eine Grundlegung ökonomischer Theorie2010
    OriginaleTedesco
anni 1950
1951
In questo saggio Ludwig von Mises definisce profitto e perdita come risultato della preveggenza imprenditoriale nel processo di mercato: il profitto sorge laddove un imprenditore valuta i prezzi futuri in modo più corretto degli altri e acquisisce fattori di produzione al di sotto del loro valore successivo, la perdita dal giudizio errato opposto. La parte A sviluppa la natura economica di profitto e perdita, la loro funzione sociale come strumento di indirizzo da parte dei consumatori e il loro calcolo. La parte B confuta la condanna del profitto: l'argomento dell'uguaglianza, la tesi della povertà, la condanna morale della ricerca del profitto e il modo di pensare statico degli economisti matematici. La parte C presenta l'alternativa come un aut-aut tra capitalismo e socialismo, poiché un terzo sistema senza profitto e perdita imprenditoriali non sarebbe possibile. Il testo si riferisce a Marx, Engels e Lenin come posizioni avverse e si confronta con la logica L. Susan Stebbing.
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1952
La raccolta di saggi riunisce diciassette discorsi e articoli di Ludwig von Mises degli anni dal 1945 al 1965, ordinati in quattro parti: libero mercato contro pianificazione statale; moneta e inflazione; Mises come critico dell'inflazionismo e del socialismo; e idee. La tesi guida è che non esista un terzo ordine tra economia di mercato e socialismo: l'interventismo (controlli dei prezzi, salari minimi, espansione del credito, imposizione progressiva) mancherebbe gli obiettivi perseguiti e spingerebbe gradualmente verso l'economia pianificata sul modello tedesco della «Zwangswirtschaft». Mises riconduce l'aumento dei salari reali e della prosperità unicamente all'accumulazione di capitale pro capite e critica Keynes, la legge di Say e l'interpretazione errata dell'inflazione come mero aumento dei prezzi. Il contributo più lungo, «Profit and Loss», interpreta il profitto dell'imprenditore come risultato della corretta anticipazione delle condizioni future del mercato e come meccanismo di indirizzo a favore dei consumatori.
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1956
In questo saggio del 1956 Ludwig von Mises esamina perché il capitalismo, nonostante i suoi successi materiali, sia rifiutato con passione da molti, in particolare dagli intellettuali. Mises riconduce psicologicamente questo rifiuto al risentimento: in una società di uguaglianza di fronte alla legge il successo viene attribuito al merito personale, ragion per cui il fallimento viene avvertito come un'offesa personale e proiettato su un capro espiatorio, il sistema di mercato. Egli sviluppa l'argomento lungo gruppi concreti (ambizioni frustrate, intellettuali, impiegati, gli eredi oziosi o "cugini", Broadway e Hollywood) e prende poi in esame la filosofia sociale dell'uomo comune, la posizione della letteratura sotto il capitalismo nonché le obiezioni non economiche (felicità, materialismo, giustizia, libertà). Mises prende nettamente le distanze da Marx, dai socialisti e da un anticomunismo a suo avviso apparente, e a ciò contrappone l'ordine dell'economia di mercato come unico fondamento della prosperità e della libertà.
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Altre edizioni
  • Die Wurzeln des Anti-Kapitalismus
    OriginaleTedesco
1957
Theory and History (1957) è la principale opera metodologica di Ludwig von Mises. La sua tesi centrale è il dualismo metodologico: poiché gli esseri umani agiscono in modo finalistico e sono guidati da idee, le scienze dell'azione umana non possono essere modellate sulle scienze naturali sperimentali. Da questa premessa Mises distingue la prasseologia, la teoria a priori dell'azione il cui ramo più sviluppato è l'economia, dalla storia e dalla timologia, la comprensione delle valutazioni individuali. Il libro procede in quattro parti: i giudizi di valore, il determinismo e il materialismo (con un'ampia critica del materialismo dialettico marxiano), i problemi epistemologici della storia e le interpretazioni filosofiche del corso storico. Lungo tutta l'opera Mises argomenta contro il positivismo, il comportamentismo, lo storicismo e lo scientismo, e difende l'autonomia delle scienze dell'azione umana dai tentativi di ridurle ai metodi della fisica.
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Altre edizioni
  • Theorie und Geschichte: Eine Interpretation sozialer und wirtschaftlicher Entwicklung
    OriginaleTedesco
anni 1960
1960
Epistemological Problems of Economics
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1962
In quest'opera tarda (1962) Ludwig von Mises espone i fondamenti gnoseologici delle scienze dell'azione umana e si oppone al positivismo logico. Tesi centrale: esiste un dualismo incolmabile tra le scienze naturali, che studiano la causalità e la regolarità, e le scienze dell'azione, la cui categoria fondamentale è la finalità, l'agire orientato a scopi. Mises sviluppa la categoria dell'azione come base a priori della prasseologia e della storia e la distingue da matematica, geometria e fisica. Egli critica il materialismo, il materialismo dialettico di matrice marxiana, il comportamentismo, l'interpretazione della statistica come legge nonché l'approccio macroeconomico e collettivistico. I capitoli conclusivi interpretano il positivismo come radice spirituale del totalitarismo e della crisi della civiltà occidentale. L'argomentazione è condotta lungo tutto il testo in modo deduttivo a partire dalla categoria dell'azione; l'opera si intende, secondo la prefazione, come integrazione di Human Action e Theory and History di Mises.
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Altre edizioni
  • Die Letztbegründung der Ökonomik: Ein methodologischer Essay
    OriginaleTedesco
1969
Mises ricostruisce le condizioni istituzionali e intellettuali in cui la Scuola austriaca di economia emerse dai Grundsätze di Carl Menger del 1871 e dall'opera dei suoi seguaci Eugen von Böhm-Bawerk e Friedrich von Wieser. Egli descrive l'ambiente accademico della Vienna del tardo periodo asburgico, dove il sistema dei Privatdozenten e la residua costituzione liberale del 1867 lasciavano spazio a nuove linee di pensiero, anche se il ministero dell'istruzione e le facoltà giuridiche erano ostili alla teoria economica. Una seconda parte ripercorre il Methodenstreit con Gustav von Schmoller e la Scuola storica tedesca, presentandolo non come una disputa sul metodo, ma come uno scontro sulla possibilità stessa di una teoria generale dell'azione umana. Mises sostiene che la negazione di leggi economiche universalmente valide da parte della scuola storica serviva il programma interventista della Sozialpolitik bismarckiana e preparava il terreno intellettuale al socialismo di Stato, all'economia di guerra e infine al nazionalsocialismo. Una sezione conclusiva colloca la Scuola austriaca nella storia dell'economia e tratta il Methodenstreit come un conflitto ricorrente tra l'analisi della cooperazione volontaria e la richiesta politica di coercizione. Il testo unisce memoria, storia istituzionale e argomentazione metodologica e fu pubblicato nel 1969, quattro anni prima della morte dell'autore.
anni 1970
1976
My Years with Ludwig von Mises
OriginaleTedesco
1978
Le «Erinnerungen» (Memorie) sono lo scritto autobiografico di Ludwig von Mises (1881-1973), redatto nel 1940 durante l'esilio ginevrino e pubblicato postumo nel 1978 dal lascito. Mises descrive il proprio sviluppo intellettuale, dallo statalismo iniziale alla svolta contro lo storicismo tedesco della scuola di Schmoller, il suo incontro con i «Grundsätze» (Principi) di Carl Menger e la sua attività nella Scuola austriaca di economia attorno a Böhm-Bawerk e Wieser. Al centro stanno la genesi della sua teoria della moneta e della congiuntura, la sua dottrina dell'impossibilità del calcolo economico nel socialismo e la critica dell'interventismo. Riferisce inoltre della sua attività pratica presso la Camera di commercio di Vienna, della lotta contro il bolscevismo e l'inflazione nell'Austria del dopoguerra, del seminario privato viennese e della successiva attività di insegnamento a Ginevra. L'esposizione è permeata da un profondo pessimismo culturale: Mises si considera, come scrive egli stesso, non un riformatore, ma uno «storiografo del declino».
OriginaleTedesco
Altre edizioni
  • Notes and Recollections
    OriginaleInglese
  • Memoirs2009
    OriginaleInglese
On the Manipulation of Money and Credit
OriginaleInglese
The Clash of Group Interests and Other Essays
OriginaleInglese
1979
Die Wurzeln des Antikapitalismus
OriginaleTedesco
In sei lezioni tenute a Buenos Aires nel 1959, Ludwig von Mises spiega a un pubblico di non specialisti i tratti fondamentali dell'economia di mercato. La prima lezione interpreta il capitalismo come produzione di massa per i bisogni della massa e riconduce il miglioramento del tenore di vita all'accumulazione di capitale. Seguono il socialismo come pianificazione centrale senza calcolo economico, l'interventismo attraverso l'esempio del fallimento dei controlli sui prezzi, l'inflazione come deliberata politica della quantità di moneta con effetti distributivi diseguali, e il ruolo degli investimenti esteri per lo sviluppo dei paesi più poveri. La lezione conclusiva collega il declino del governo costituzionale al dominio dei gruppi d'interesse e paragona la situazione all'Impero romano, dissolto da interventismo e inflazione.
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Altre edizioni
anni 1980
1981
The Theory of Money and Credit
OriginaleInglese
1983
Vom Wert der besseren Ideen 6 Vorlesungen über Wirtschaft und Politik
OriginaleTedesco
1985
Omnipotent government the rise of total state and total war
OriginaleInglese
Theory and History An Interpretation of Social and Economic Evolution
OriginaleInglese
anni 1990
1990
L'antologia riunisce 47 brevi saggi, conferenze e recensioni di Ludwig von Mises, apparsi tra il 1942 e il 1973 in riviste come The Freeman, National Review e Christian Economics. In quattro parti tratta la libertà economica (PART I), l'interventismo (PART II), Mises come critico di opere altrui (PART III) e il rapporto tra economia e idee (PART IV). Tesi ricorrenti sono la sovranità del consumatore nell'economia di mercato, il ruolo del risparmio e della formazione di capitale per la crescita dei salari, l'effetto distruttivo dell'inflazione e dell'espansione del credito, nonché la critica a Marx e a Keynes. Mises sostiene che l'interventismo non è una terza via tra capitalismo e socialismo, ma conduce inevitabilmente al socialismo. A ciascun contributo è allegata la fonte originaria come riferimento.
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Money, Method, and the Market Process
OriginaleInglese
1991
Two Essays Liberty and Poverty Middle of the Road Policy Leads to Socialism
OriginaleInglese
1994
The anticapitalistic mentality
OriginaleInglese
1996
The Austrian Theory of the Trade Cycle and Other Essays
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1998
Human Action a treatise on economics
OriginaleInglese
anni 2000
2000
Dieci conferenze e memoriali che Mises scrisse in prevalenza nei suoi primi anni dopo l'emigrazione negli Stati Uniti (dal 1940 al 1944). Il tema comune è la ricostruzione internazionale dopo la Seconda guerra mondiale. Mises riconduce la catastrofe della guerra al nazionalismo economico del periodo tra le due guerre e sostiene che una pace e una prosperità durature sono possibili solo attraverso un ritorno al libero scambio, alla proprietà privata e a un sistema monetario ancorato all'oro. Vengono trattati, fra l'altro, la situazione economica dell'Europa del dopoguerra, una proposta non inflazionistica per una copertura aurea del 100 per cento, un'unione paneuropea, le linee guida per la ricostruzione dell'Austria, una federazione dell'Europa orientale e i problemi di sviluppo del Messico.
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2002
Quarantuno articoli, memoriali e saggi che l'economista austriaco Ludwig von Mises scrisse tra il 1918 e il 1938, in gran parte tratti dalle sue carte sequestrate dalla Gestapo a Vienna e in seguito recuperate da un archivio di Mosca. I testi affrontano il collasso monetario e l'iperinflazione che seguirono la dissoluzione dell'Austria-Ungheria, l'assetto dell'attività di banca centrale e della riforma valutaria, le politiche fiscali e interventiste dell'Austria tra le due guerre e l'aggravarsi della crisi della Grande Depressione. Altri saggi difendono il gold standard contro le proposte di moneta amministrata, criticano l'autarchia e il nazionalismo economico, riformulano il metodo delle scienze sociali e rinnovano l'argomento di Mises secondo cui il calcolo economico razionale è impossibile sotto la pianificazione centrale socialista. Un libello polemico sovietico contro Mises chiude il volume come appendice.
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2004
The Free Market and Its Enemies: Pseudo-Science, Socialism, and Inflation
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Altre edizioni
  • Der Freie Markt und seine Feinde: Pseudowissenschaft, Sozialismus und Inflation
    OriginaleTedesco
2006
Economic Freedom and Interventionism An Anthology of Articles and Essays
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Marxism Unmasked: From Delusion to Destruction
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Il volume riunisce cinque lavori di Ludwig von Mises su moneta, credito e congiuntura, scritti tra il 1923 e il 1946. Al centro sta la teoria del credito di circolazione del ciclo economico: il boom e la crisi sorgono quando le banche premono artificialmente il tasso d'interesse monetario al di sotto del tasso naturale ampliando i mezzi fiduciari privi di copertura, il che provoca cattivi investimenti e un'inevitabile recessione. Mises applica questa teoria all'inflazione tedesca dei primi anni Venti, ai dibattiti sulla stabilizzazione attorno a Fisher e Keynes e alla grande crisi economica mondiale. Egli critica i piani per un valore monetario «stabile» e gli standard basati su numeri indice, difende il gold standard e riconduce la durata della crisi agli interventi su salari, prezzi e tassi d'interesse. I saggi sostengono che solo prezzi di mercato liberi e la rinuncia all'espansione del credito possono attenuare le oscillazioni cicliche.
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2007
Historical Setting of the Austrian School of Economics
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2008
Planning for Freedom Let the Market System Work
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anni 2010
2010
Una sintesi di otto-dieci conferenze che Ludwig von Mises tenne negli anni Sessanta presso i seminari della FEE a Irvington; Bettina Bien Greaves le registrò stenograficamente, le trascrisse e nel 2010 le riunì in un testo coerente in 20 capitoli. Mises sviluppa la moneta come puro fenomeno di mercato: essa nasce dallo scambio indiretto e non da un'imposizione statale, e il ruolo dello Stato si limita a garantire il contenuto dei contratti. Il gold standard egli lo fonda non su ragioni estetiche, ma sul fatto che la quantità d'oro è sottratta alla manipolazione da parte dei governi. L'inflazione la definisce come l'aumento della quantità di moneta, non come gli aumenti dei prezzi che ne conseguono, e mostra come essa svaluti soprattutto i risparmi del ceto medio e della classe operaia. I casi storici vanno dal deprezzamento della moneta romana sotto Diocleziano all'iperinflazione tedesca del 1923, fino a Bretton Woods e ai diritti speciali di prelievo del FMI. Le note redazionali di Greaves collocano persone, date ed eventi.
OriginaleInglese
2012
29 saggi, conferenze e memoriali di Mises sulla politica monetaria, finanziaria e commerciale, scritti negli anni prima, durante e dopo la Prima guerra mondiale. I contributi, suddivisi in quattro parti, trattano l'introduzione del gold standard in Austria-Ungheria, la politica valutaria della Banca austro-ungarica, il finanziamento della guerra mediante imposte, prestiti o inflazione, la questione dell'emigrazione, il risanamento della valuta austriaca dopo il 1918 nonché la critica di Mises all'interventismo. La maggior parte dei testi proviene dalle "carte perdute" di Mises, ritrovate nel 1996 in un archivio di Mosca, e compare qui per la prima volta in lingua inglese.
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anni 2020
2021
Der freie Markt und seine Feinde: Pseudowissenschaft, Sozialismus und Inflation
OriginaleTedesco
Die Letztbegründung der Ökonomik: Ein methodologischer Essay
OriginaleTedesco
2022
Menschliches Handeln: Eine Grundlegung ökonomischer Theorie
OriginaleTedesco
ARTICOLI · 268 CENSITI

Saggi, recensioni, conferenze

anni 1900
1908
Rassegna collettiva di Ludwig von Mises sulla letteratura più recente in materia di moneta e attività bancaria, apparsa intorno al 1908 in una rivista di scienze economiche. Mises espone e valuta 41 titoli in lingua tedesca, inglese e francese, ordinati per ambiti tematici: dapprima due lavori di teoria monetaria (la storia dei dogmi delle teorie del valore monetario di Hoffmann, la rielaborazione in chiave quantitativa di Kemmerer), poi scritti sul mercato monetario tedesco e sulla Reichsbank, sulla questione bancaria austriaca e svizzera nonché monografie su singole questioni come il sistema monetario del Lussemburgo e le banche coloniali francesi. In modo ricorrente egli esamina la fondatezza delle teorie del valore monetario e delle teorie valutarie, apprezza la ricchezza del materiale e il metodo, e prende le distanze dalla dottrina della valuta aurea e dalle proposte inflazionistiche. La teoria statale della moneta di Knapp e la questione dei pagamenti in contanti attraversano la rassegna come punti di riferimento.
OriginaleTedesco
1909
Ludwig von Mises esamina se l'Austria-Ungheria debba formalmente ripristinare i pagamenti in contanti, ossia l'obbligo legale della Banca austro-ungarica di convertire le proprie banconote in oro. La sua tesi centrale: dal punto di vista economico la valuta aurea esiste già da tempo, poiché dal 1896 la banca cede in qualsiasi momento e volontariamente oro e divise in oro e mantiene stabili i tassi di cambio entro i gold points. Una regolamentazione legale non farebbe che riconoscere giuridicamente questo stato di cose, senza mutare nulla nella politica della banca. Mises confuta l'opinione dominante secondo cui il basso tasso di sconto viennese si fonderebbe sulla sospensione dei pagamenti in contanti, e lo riconduce all'assenza di indebitamento estero a breve termine e alla scarsa attività d'investimento interna. Si confronta criticamente con la Teoria statale della moneta di Georg Friedrich Knapp e tratta infine la controversia bancaria con l'Ungheria. Il lavoro, articolato in otto sezioni, apparve nell'Annuario di Schmoller e fu completato alla fine del 1908.
OriginaleTedesco
The Foreign Exchange Policy of the Austro-Hungarian Bank
OriginaleInglese
anni 1910
1910
La Reforme financiere en Autriche
OriginaleFrancese
Ludwig von Mises risponde alla replica di Walther Federn e difende la sua tesi secondo cui la Banca austro-ungarica mette in qualsiasi momento a disposizione del mercato divise a un corso inferiore al gold point superiore, effettuando dunque di fatto pagamenti in contanti in divise. L'affermazione di Federn, secondo cui la banca rifiuterebbe a tratti la cessione di divise agli arbitraggisti sui tassi d'interesse, Mises la respinge come contraria ai fatti: l'unico strumento difensivo della banca contro i deflussi d'oro è l'aumento del tasso di sconto. L'argomentazione è empirica e si basa sull'andamento dei corsi della divisa sulle piazze bancarie tedesche dal 1896, sulla crisi dell'annessione del 1908/09 e sulla crisi del 1907, fondandosi su dichiarazioni del governatore von Bilinski e su rapporti della Camera di borsa di Vienna. Il testo si inserisce nel dibattito coevo sulla teoria statale della moneta di Knapp e sui vantaggi di una valuta isolata.
OriginaleTedesco
1912
Ludwig von Mises esamina un disegno di legge del governo austriaco del 1911, che intende riordinare le imposte sui contratti di assicurazione, di rendita vitalizia e di previdenza. Egli espone come il diritto vigente in materia di imposte, derivante dalla legge provvisoria del 1850, sia divenuto confuso e, sul piano della politica sociale, distorto, perché grava percentualmente di più sui soggetti economicamente più deboli. Il progetto sostituisce la molteplicità delle precedenti imposte di bollo e imposte particolari con due imposte percentuali sui premi incassati e sulle somme liquidate per i sinistri, cosa che Mises riconosce, sul piano tecnico delle imposte, come un progresso. Allo stesso tempo critica il forte aumento del carico fiscale, il trattamento speciale dei prestiti su polizza, la discrezionalità del Ministero delle Finanze nelle operazioni con l'estero e confronta le aliquote con la più bassa tassazione assicurativa prussiana. Egli colloca il disegno di legge nella situazione fiscale del bilancio statale e nei rapporti di forza tra i partiti alla Camera dei Deputati.
OriginaleTedesco
Breve recensione di Ludwig von Mises sulla monografia di Paul Stiassny «Der österreichische Staatsbankerott von 1811» (Vienna e Lipsia 1912). Mises critica che l'autore dedichi solo 43 pagine alla trattazione vera e propria, che un saggio teorizzante posto in apertura «zum Probleme des Zettelstaates» susciti obiezioni e che il resto del libro consista nella riproduzione letterale di patenti e atti. Un lavoro simile avrebbe forse trovato consenso due decenni prima, ma il criterio scientifico nel frattempo più rigoroso della storia economica non lo lascia più valere. Mises rinvia ai «Finanzen Österreichs im XIX. Jahrhundert» di Beer, che, nonostante tutti i difetti, informa meglio sulla catastrofe del 1811, e classifica lo scritto di Stiassny come mero scritto d'occasione per il centenario della bancarotta.
OriginaleTedesco
Breve recensione di Ludwig von Mises sullo scritto di Otto Heyn "Erfordernisse des Geldes" (Lipsia 1912). Mises apprezza i contributi di Heyn alla teoria monetaria, ma vede in questo abbozzo manifestarsi con particolare chiarezza l'errore di fondo del metodo di Heyn: Heyn evita sistematicamente il problema centrale della teoria monetaria, cioè le ragioni determinanti del potere d'acquisto della moneta. Viene riferita la tesi di Heyn secondo cui nell'ordinario commercio di merci nessuno tiene conto della quantità di moneta e le variazioni della quantità di moneta influenzano direttamente solo l'interesse, in particolare lo sconto, mentre il valore di scambio della moneta ne è toccato solo indirettamente. Mises obietta che simili affermazioni contraddicono la dottrina dominante e i fatti della teoria quantitativa della moneta e avrebbero richiesto una motivazione approfondita, che Heyn omette di fornire.
OriginaleTedesco
Ludwig von Mises recensisce lo studio metodologico di Andreas Walther "Geldwert in der Geschichte" (1912), un tentativo di fondare il metodo della storia dei prezzi per le discipline storiche. Mises apprezza l'indagine come acuta e dotta nella conoscenza della letteratura e mette in rilievo che Walther si ricollega al metodo del bilancio raffinato da Wieser. Scopo della storia dei prezzi sarebbe ottenere una rappresentazione viva del valore d'uso sociale delle indicazioni storiche di prezzo, non la loro conversione in moneta odierna. Mises vede con spirito critico il tentativo di Walther di stabilire scale di stratificazione sociale e "bilanci normali": il concetto di normale sarebbe inapplicabile per lo storico, e le concessioni alla concezione dominante negli ambienti degli storici andrebbero troppo oltre. Nonostante queste obiezioni, Mises raccomanda con insistenza il lavoro alla lettura di statistici e storici.
OriginaleTedesco
1913
Die allgemeine Teuerung im Lichte der theoretischen Nationalökonomie
OriginaleTedesco
1918
In questo scritto, apparso a Vienna nel 1918, Ludwig von Mises espone come i costi della Prima guerra mondiale vengano sostenuti dal punto di vista economico e ripartiti tra i cittadini. La sua tesi centrale: una guerra si può condurre solo con beni presenti; non è il denaro a decidere, ma i beni reali disponibili, e gli oneri li sostiene sempre la generazione presente, non quella futura. Mises distingue tre vie del finanziamento statale (confisca senza indennizzo, imposte, prestiti) e spiega perché il finanziamento mediante prestiti non costituisce un privilegio per i capitalisti né un trasferimento dell'onere sulle generazioni successive. Contro il timore di una bancarotta dello Stato egli obietta che l'Austria-Ungheria ha contratto i propri debiti di guerra all'interno e che ne sarebbero colpiti soprattutto i piccoli risparmiatori, diversamente dal caso russo da lui citato. Come grave pericolo egli indica la svalutazione della moneta per effetto dell'aumento delle banconote, dalla quale neppure obbligazioni fondiarie, ipoteche e beni immobili offrirebbero una protezione sicura, e con ciò promuove la sottoscrizione del prestito di guerra.
OriginaleTedesco
1919
Nel 1919 Ludwig Mises esamina come il sistema monetario dell'Austria tedesca debba essere collegato a quello del Reich tedesco, qualora l'annessione politica si realizzasse. La sua tesi centrale: l'annessione politica comporta necessariamente quella monetaria, perché una corona autonoma non può essere mantenuta accanto a una politica comune. Mises ripercorre dapprima la storia della valuta austriaca (Unione monetaria di Vienna del 1857, regolamentazione del cambio del 1892, inflazione bellica) e sviluppa poi due vie verso l'unificazione: la semplice adozione della valuta del marco tramite una banca di emissione austro-tedesca propria, oppure la piena integrazione nella Reichsbank tedesca; il modello di due banche in cartello viene da lui respinto. Ampio spazio è dedicato alla condizione preliminare di finanza pubblica (il Reich assume una parte del debito di guerra austriaco) e alla fissazione del rapporto di conversione tra corona e marco, che dovrebbe basarsi sul potere d'acquisto e non sulla parità prebellica. Mises conclude che la comunità monetaria funziona soltanto se entrambi gli Stati rinunciano a ogni ulteriore inflazione.
OriginaleTedesco
Ludwig Mises risponde a un articolo del consigliere finanziario dott. Franz Bartsch e difende la tesi secondo cui la svalutazione della corona è causata dall'inflazione, ossia dalla moltiplicazione delle banconote, e non da una bilancia dei pagamenti sfavorevole. Secondo Mises, Bartsch sostiene la teoria della bilancia dei pagamenti; un punto di vista intermedio tra le due dottrine Mises lo contesta. Sulla base di diversi esempi tratti dal testo di Bartsch (il rischio delle importazioni, l'obbligo di esportazione imposto dalla centrale delle divise, l'importazione di formaggi e orologi), egli argomenta che le ordinanze sulle divise mancano il loro scopo e sono improntate allo spirito del mercantilismo. Respinge anche il ricorso al torchio delle banconote per approvvigionare la popolazione: l'inflazione non accresce la disponibilità di beni, ma agisce come un'imposta che ridistribuisce il reddito e il patrimonio dei residenti. Chi voglia risanare la valuta deve combattere la dottrina della bilancia dei pagamenti e porre fine all'inflazione.
OriginaleTedesco
In questo articolo di giornale Ludwig Mises espone come un aumento della quantità di moneta faccia salire i prezzi di tutti i beni e servizi e come nessuna misura di politica economica possa arrestare questo aumento. Il rialzo dei prezzi interni e il rialzo dei corsi della moneta estera sarebbero due facce dello stesso fenomeno: il cambio della valuta si regola sul potere d'acquisto della moneta nazionale, non sulla bilancia dei pagamenti, perché importazioni ed esportazioni dipendono in primo luogo dai prezzi. Da ciò egli deduce che né i decreti contro il rialzo dei prezzi né un ufficio statale dei cambi possono frenare la svalutazione della corona; alcuni interventi, come l'obbligo di cedere le divise, agirebbero anzi come un dazio all'esportazione. L'unico rimedio sarebbe il risanamento del bilancio statale, affinché lo Stato possa rinunciare alla stampa di banconote; in caso contrario incomberebbe, come accadde con gli assegnati francesi, il completo crollo del valore della moneta.
OriginaleTedesco
Ludwig von Mises recensisce nel 1918 lo studio di Walter Huth sullo sviluppo delle grandi banche tedesche e francesi in rapporto con le rispettive economie nazionali. Huth, ispirandosi alla distinzione di Adolf Weber tra banche di deposito e banche di speculazione, mette a confronto il sistema bancario tedesco e quello francese e dà la preferenza all'economia bancaria mista rispetto a quella basata sulla divisione del lavoro. Mises valuta il lavoro come diligente e ricco di materiale, ma critica due difetti: la limitazione al materiale a stampa e il carattere apologetico, che fa dello studio uno scritto di difesa del sistema tedesco. Soprattutto vi rileva la mancanza della consapevolezza che la diversità dei due tipi di banca vada spiegata meno per ragioni tecnico-bancarie che a partire dalla struttura dell'industria e del commercio. Il capitolo conclusivo sulle conseguenze della guerra mondiale lo definisce prematuro.
OriginaleTedesco
In questo breve necrologio Ludwig Mises rende omaggio all'industriale ed economista austriaco Richard Lieben. Al centro sta l'opera scientifica principale di Lieben, le «Untersuchungen über die Theorie des Preises» scritte insieme al cognato Rudolf Auspitz (pubblicate trent'anni or sono), che lavorano con metodo analitico e rappresentazione grafica e perciò trovarono riconoscimento solo lentamente. Mises non ascrive Auspitz e Lieben alla scuola austriaca, ma li colloca, per via del loro metodo matematico, accanto a Walras e Jevons. Inoltre mette in rilievo i minori scritti di Lieben sulle questioni monetarie, il suo impegno per una politica di moneta sana contro le dottrine inflazionistiche e i suoi contributi all'inchiesta valutaria del 1892. Il testo si chiude con il riferimento a una malattia agli occhi che negli ultimi anni impedì a Lieben il proprio lavoro.
OriginaleTedesco
In questo articolo apparso nel 1919 sul Neue Wiener Tagblatt, Ludwig Mises analizza lo squilibrio dell'imposizione diretta tra città e campagna nell'Austria del dopoguerra. La sua tesi centrale: la proprietà fondiaria rurale contribuisce di fatto sempre meno, a causa di aliquote fisse sui redditi erose dal deprezzamento monetario, mentre la popolazione cittadina e artigianale viene spremuta attraverso la tassazione di profitti di guerra apparenti, dovuti all'inflazione. Mises mostra come la contabilità, in presenza di un valore monetario decrescente, registri come utile semplici variazioni dell'espressione monetaria, e critica il prelievo in natura come un regresso sul piano della tecnica finanziaria. Egli chiede di assoggettare a imposizione la rendita fondiaria, unica ricchezza naturale del paese, e di incamerare la tassazione forestale seguendo il principio di determinatezza. Il testo unisce la diagnosi di politica fiscale con un'argomentazione di teoria monetaria.
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In questo breve articolo di politica economica Ludwig Mises perora la reintroduzione di un regolare commercio di borsa a termine e a pronti in valute e divise nonché l'abolizione della centrale dei cambi di Vienna. Il punto di partenza è il progressivo deprezzamento della corona: gli importatori, che acquistano merci a credito dall'estero e le vendono all'interno in corone, sopportano un rischio di cambio appena tollerabile, e in assenza di un mercato a termine funzionante manca loro la possibilità di coprirsi. Mises sostiene che le restrizioni valutarie esistenti producono l'opposto del loro scopo e vengono mantenute solo come parte del sistema dell'economia di guerra e di transizione. Egli sottolinea la cresciuta importanza di Vienna come piazza commerciale tra Oriente e Occidente e conclude osservando che tutte le misure restano prive di effetto finché l'inflazione viene proseguita con sempre nuove banconote.
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anni 1920
1920
Ludwig Mises reagisce a una notizia da Copenaghen, secondo cui il governo sovietico avrebbe abolito la moneta sostituendola con buoni di pagamento a termine emessi dagli uffici statali di distribuzione delle merci. Egli interpreta la misura come un ulteriore tentativo, imposto dalla forza delle circostanze, di fronteggiare la svalutazione galoppante del rublo, e traccia parallelismi con gli assegnati della Rivoluzione francese e con la moneta continentale degli Stati Uniti. Nel merito sostiene che in una comunità puramente socialista, in cui i mezzi di produzione, in quanto res extra commercium, non hanno alcun prezzo monetario, non è possibile alcun calcolo economico: senza calcolo economico non c'è attività economica, e né la statistica né il calcolo in natura né il calcolo in ore di lavoro possono colmare questa lacuna. Il testo rimanda a Stourm come storico della politica finanziaria rivoluzionaria e alla richiesta di Lenin di una contabilità di tipo borghese, e definisce la questione del calcolo come il problema principale e fondamentale del socialismo.
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In questo testo fondamentale della disputa sul socialismo Mises sviluppa la dimostrazione che in una comunità socialista un'economia razionale è impossibile, perché con la scomparsa della proprietà privata dei mezzi di produzione scompaiono anche i loro prezzi di mercato. Senza prezzi monetari per i beni produttivi manca il denominatore comune su cui si regge il calcolo economico; né il calcolo in natura né la teoria marxista del valore-lavoro possono assolvere questo compito, poiché il primo fallisce di fronte ai beni di ordine superiore e la seconda non coglie né la diversa qualità del lavoro né il consumo di fattori materiali di produzione. In cinque sezioni Mises tratta la distribuzione dei beni di consumo, la natura del calcolo economico, la sua impossibilità nell'economia collettiva, il problema della responsabilità e dell'iniziativa nell'impresa statalizzata, nonché un confronto con gli scritti di Otto Bauer e di Lenin, ai quali, secondo la sua analisi, il vero problema del calcolo non è affatto giunto alla coscienza. Il saggio, apparso nel 1920 sull'Archiv für Sozialwissenschaft und Sozialpolitik, divenne la scintilla iniziale del dibattito sul calcolo socialista e vale ancora oggi come la più tagliente confutazione teorica dell'economia pianificata.
Mises commenta il drammatico crollo delle valute dell'Europa centrale alla fine di gennaio del 1920 e riconduce i tracolli dei corsi di corona, marco e corona ceca esclusivamente alla prosecuzione della politica inflazionistica degli Stati partecipanti alla guerra. Richiamando la moneta continentale nordamericana del 1781 e gli assegnati francesi del 1796, egli avverte che, a politica invariata, il crollo delle valute fino al punto zero diverrà inevitabile, con conseguenze incomparabilmente più gravi di allora, perché l'Europa centrale è industrializzata. Il forte arretramento del marco lo spiega con le dottrine inflazionistiche di Knapp e Bendixen nonché con la proposta di Bendixen di riscattare i prestiti di guerra tedeschi mediante cento miliardi di nuove banconote, mentre le leggi tributarie di Erzberger paralizzavano nel contempo l'industria tedesca. Egli collega la questione valutaria al pericolo di un rovesciamento bolscevico e chiede una revisione dei Trattati di Versailles e di Saint-Germain. Per l'Austria tedesca trae la conclusione che solo l'arresto immediato dell'inflazione possa ancora scongiurare la bancarotta dello Stato.
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In occasione dell'ottantesimo compleanno di Carl Menger, Ludwig von Mises ne celebra l'opera e l'influsso sull'economia politica. Egli ripercorre come la scienza, verso la metà del diciannovesimo secolo, si trovasse a un punto morto e come intorno al 1871 Menger in Austria, Jevons in Inghilterra e Léon Walras in Svizzera fondassero, indipendentemente l'uno dall'altro, la teoria del valore sul valore d'uso soggettivo dei beni. I "Grundsätze der Volkswirtschaftslehre" di Menger vengono descritti come il libro che rivoluzionò la disciplina e su cui si basa tutto il lavoro successivo. Il testo rimanda alle "Untersuchungen über die Methode der Sozialwissenschaften" del 1883, ai contributi di Menger al problema valutario e a Wieser e Böhm-Bawerk come gli altri principali esponenti della Scuola austriaca. In conclusione Mises attribuisce all'opera della vita di Menger un rango imperituro nella storia delle scienze sociali.
1921
In questo saggio apparso nel 1921 sulla «Neue Freie Presse», Ludwig Mises esamina i diritti dei detentori delle banconote della Banca austro-ungarica nel corso della sua liquidazione dopo il Trattato di Saint-Germain. La sua tesi centrale: le banconote di guerra erano sostanzialmente banconote di Stato, emesse solo formalmente dalla banca, sicché ai detentori non spetta alcun diritto al di là del cambio nel nuovo mezzo legale di pagamento al rispettivo valore di corso. Un compenso superiore a questo sarebbe un dono insperato proprio a coloro che hanno tratto profitto dalla svalutazione monetaria, e non raggiungerebbe chi è stato danneggiato dal crollo del corso. Mises critica in particolare il punto 9 dell'articolo 206, che concede agli Stati successori presentatori un eguale diritto sull'intero attivo della banca, definendolo una gratifica supplementare priva di fondamento sotto il profilo della teoria monetaria, che inoltre lede i diritti degli altri creditori e degli azionisti.
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Die Arbeit im sozialistischen Gemeinwesen
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In questo breve saggio di politica economica Ludwig Mises si oppone al progetto di un'imposta viennese sui beni di lusso elaborato dal Magistrato di Vienna. La sua tesi centrale: una simile imposta colpirebbe soprattutto l'industria viennese del lusso e dei prodotti finiti, le cui vendite avvengono in gran parte tramite il commercio al dettaglio a stranieri che soggiornano temporaneamente a Vienna. A differenza di una normale imposta sui consumi, l'onere non potrebbe essere traslato su questi acquirenti stranieri, poiché essi potrebbero semplicemente rivolgere i loro ordini alla concorrenza all'estero. Mises rimanda alla legge tedesca sull'imposta sul fatturato del 24 dicembre 1919, che esenta le esportazioni, e all'imposta cecoslovacca sul lusso, che egli interpreta come misura economica di lotta contro Vienna in quanto città commerciale. Poiché un'esenzione fiscale per gli acquirenti stranieri non sarebbe praticamente realizzabile, l'intera idea dell'imposta si rivela inattuabile per Vienna e mette in pericolo imprenditori, impiegati e operai del settore del lusso.
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In questo breve saggio dell'epoca dell'inflazione austriaca Ludwig von Mises delinea un programma di politica economica per la stabilizzazione della corona e dell'economia viennese. La sua tesi di fondo: le premesse oggettive per una fioritura dell'Austria sono date, ma la politica errata consuma il patrimonio dei precedenti decenni di libera economia. Il progressivo deprezzamento della corona lo riconduce all'inflazione delle banconote, arrestabile solo eliminando il deficit dello Stato, soprattutto mediante la privatizzazione delle imprese pubbliche e la riduzione del programma alimentare. In quindici punti numerati egli chiede la stabilizzazione del valore della moneta anziché l'abbassamento dei prezzi, la liberalizzazione del commercio di valute, l'abolizione di tutti i divieti d'importazione e degli ostacoli al traffico nonché il libero scambio e agevolazioni fiscali per i nuovi impianti industriali. Mises rivolge il programma a un politico che gliene aveva fatto richiesta, e conclude con scetticismo che ben poche forze politiche siano disposte ad attuarlo, sperando tuttavia che il ragionevole finisca per affermarsi.
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1922
In questa pagina commemorativa Ludwig Mises ripercorre la commissione austriaca d'inchiesta sulla valuta, che si riunì nel marzo del 1892 a Vienna sotto il ministro delle finanze Steinbach e il capo sezione Böhm-Bawerk. Egli illustra il problema di allora: non un progressivo deprezzamento della moneta, bensì un aumento del valore della moneta spingeva alla regolazione valutaria, che portò all'Austria-Ungheria una valuta a nucleo aureo (gold exchange standard) orientata alle idee di Ricardo. Mises contrappone la situazione del 1892 al presente, in cui occorre dapprima coprire il deficit di bilancio senza la stampa di banconote, prima che il problema valutario sia risolvibile. Egli riferisce il dibattito tra fiorino leggero e fiorino pesante e la perorazione di Benedikt a favore del corso del momento. Come insegnamento centrale fissa che a mettere in pericolo la stabilità del valore della moneta non è la sfavorevole bilancia dei pagamenti, bensì unicamente l'inflazione.
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Mises argomenta contro la diffusa richiesta di alleviare con un'ulteriore emissione di banconote la situazione percepita come scarsità di moneta. La scarsità di moneta, intesa come rialzo del tasso d'interesse a breve termine, non si lascerebbe eliminare con un aumento della quantità di moneta: una maggiore quantità di moneta fa salire soltanto prezzi e salari, ma non abbassa l'interesse. Al contrario, la svalutazione attesa della moneta spinge in alto i tassi, perché i creditori richiedono un premio per il potere d'acquisto. La mancanza di banconote nel traffico quotidiano Mises la interpreta come fenomeno di un'inflazione molto avanzata, in cui acquisti dettati dal panico anticipano una svalutazione futura. Come unico mezzo egli indica l'arresto della stampa di banconote; ogni ulteriore espansione della circolazione aggrava lo squilibrio e rischia di provocare il crollo del sistema monetario.
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Ludwig von Mises recensisce la terza edizione di Eastern Exchange, Currency and Finance di William F. Spalding (Londra 1920) e raccomanda l'opera al pubblico tedesco. Lo spunto, secondo Mises, è un diffuso fraintendimento del gold exchange standard nella letteratura monetaria tedesca: egli si oppone a Georg Friedrich Knapp e ai suoi allievi, che interpretavano erroneamente la politica austro-ungarica della valuta a nucleo aureo e trascuravano il fatto che essa corrisponde alla politica del gold exchange standard seguita nell'India britannica, la quale si ricollega ai Proposals for an Economical and Secure Currency (1816) di Ricardo. L'esposizione di Spalding delle condizioni valutarie di India, Cina, Giappone e di altre regioni asiatiche è secondo Mises particolarmente preziosa per il periodo bellico e postbellico, di difficile accesso. Oltre al sistema monetario, il libro tratta secondo Mises anche l'organizzazione del commercio e il sistema doganale, e si presta così come manuale tanto per gli economisti quanto per il commerciante pratico.
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Breve recensione di Ludwig Mises allo studio di Hugo C. M. Wendel "The Evolution of Industrial Freedom in Prussia, 1840-1849". Mises caratterizza il lavoro come una sintetica panoramica, basata su materiale a stampa, di quella fase della storia industriale prussiana che si concluse con la vittoria delle idee corporative nell'ordinanza d'urgenza del 9 febbraio 1849. Egli ne ordina il valore secondo gruppi di lettori: al lettore tedesco offre ben poco di nuovo, a quello americano invece uno sguardo nel mondo a lui estraneo della politica artigianale dei ceti medi. Come punto debole indica che i fondamenti di storia delle idee dell'ordinamento economico medievale restano trascurati. La recensione si chiude con il luogo (Vienna) e l'indicazione dell'autore, e tratta così la libertà d'impresa, il sistema corporativo e la politica dei ceti medi nella Prussia del Vormärz.
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1923
In questo breve articolo di giornale Ludwig Mises recensisce il libro «Der Selbstmord eines Volkes, Wirtschaft in Österreich» (Il suicidio di un popolo: l'economia in Austria) di Siegfried Strakosch e lo prende a spunto per una propria diagnosi della situazione economica austriaca. La sua tesi centrale: il male di fondo è il dominio di fatto delle idee socialiste e della socialdemocrazia, che impedisce il risanamento del bilancio statale finché non vengano dismesse le imprese statali e non venga toccata la giornata lavorativa di otto ore. Mises sostiene che la politica finanziaria socialista equivale al consumo e alla distruzione del capitale produttivo, e traccia un parallelo storico con la politica finanziaria dei giacobini, che descrive, attraverso una più ampia citazione di Stourm, come pura spoliazione del presente a spese del futuro. Il testo si chiude con l'esortazione di Strakosch a un'inversione di rotta completa.
Neue Beiträge zum Problem der sozialistischen Wirtschaftsrechnung
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Ludwig Mises recensisce 'Der Nationalismus Westeuropas' di Waldemar Mitscherlich (Lipsia 1920). Al centro sta la distinzione tra nazionalità, cioè il fatto della diversità nazionale degli uomini, e nazionalismo, cioè l'efficacia di determinate ideologie che attribuiscono a tale diversità un significato per il comportamento sociale. Mises sostiene che la trascuratezza di questa distinzione abbia portato a cercare il criterio della nazione altrove che nella comunità linguistica, e rimanda ad Arndt, Jakob Grimm e Wilhelm Scherer. Apprezza l'opera di Mitscherlich come un tentativo soprattutto di orientamento storico di spiegare geneticamente la formazione del nazionalismo dell'Europa occidentale, ma critica la trascuratezza del problema economico, in particolare del legame tra nazionalismo e protezionismo, e l'ideale che ne consegue di un'economia di unione autarchica.
In questo breve saggio Ludwig Mises rende omaggio all'efficacia politica di Wilhelm Rosenberg, economista e giurista, la cui importanza Mises vede nel suo impegno a favore di un programma austriaco di auto-aiuto dopo il crollo della monarchia asburgica. Mises descrive la condizione dello Stato, ritenuto dopo Saint-Germain non vitale, che riponeva la sua speranza unicamente nell'annessione vietata alla Germania e nei crediti esteri, mentre le riforme di politica interna restavano disattese. Davanti all'incombente crollo valutario nell'autunno del 1921, Rosenberg, allievo di Carl Menger e avversario dell'inflazionismo, intervenne come privato cittadino accanto al ministro delle Finanze Gürtler. Il suo programma esigeva l'eliminazione dei sussidi alimentari, la fine della stampa di banconote e l'eliminazione del disavanzo di bilancio, prima che i crediti potessero avere senso. Mises contrappone questo successo all'accoglienza ostile presso i contemporanei 'avversari del risanamento' e si chiude con un necrologio personale di Rosenberg come guida della ricostruzione economica.
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1924
In questa conferenza del 1924 Ludwig Mises tratta la questione se la valuta aurea debba essere mantenuta come fondamento del sistema monetario internazionale o sostituita da un sistema di moneta cartacea diretto dallo Stato. Dopo una resa dei conti con la politica di inflazione e di deflazione degli anni del dopoguerra, egli difende l'oro come protezione contro gli interventi dei governi nella determinazione del valore della moneta. Il nucleo è costituito da una critica della valuta basata sul numero indice: Mises mostra, attraverso difficoltà pratiche e di principio nel calcolo dell'indice dei prezzi (scelta dei beni, ponderazione, scelta del valore medio), che nessun indice può misurare in modo univoco il valore della moneta. Egli si confronta con i progetti di riforma di Keynes e Irving Fisher e con la valuta a riserva aurea, in cui la riserva è tenuta in divise auree anziché in oro effettivo. La sua conclusione: la valuta aurea non è ideale, ma nelle condizioni date è la migliore possibile, perché l'alternativa significa continui scontri di interessi attorno al valore della moneta.
OriginaleTedesco
In questo necrologio per il decimo anniversario della morte, Ludwig Mises rende omaggio a Eugen von Böhm-Bawerk come studioso, docente e uomo di Stato. Egli ne ripercorre il cammino scientifico: dal primo saggio sull'interesse del capitale del 1876, attraverso i lavori preparatori degli anni Ottanta dell'Ottocento, fino alla «Positive Theorie des Kapitals» (Teoria positiva del capitale) del 1889, opera fondamentale della teoria dell'interesse. Mises sottolinea il riconoscimento internazionale della dottrina di Böhm-Bawerk e la comprensione a lungo mancata nel Reich tedesco verso la «scuola austriaca». Occasione del testo è una raccolta degli scritti minori di Böhm-Bawerk curata da Franz X. Weiß (1924). Mises cita ampiamente le tarde affermazioni di Böhm sulla bilancia commerciale passiva e sulla parsimonia dei bilanci pubblici, che legge come una diagnosi lungimirante delle finanze statali austriache.
OriginaleTedesco
La conferenza difende la valuta aurea contro le proposte di sostituirla con un sistema monetario diretto dallo Stato o basato su numeri indice. Mises considera la politica inflazionistica e quella deflazionistica degli anni del dopoguerra confutate sul piano pratico come su quello teorico, e individua il vantaggio decisivo dell'oro nel fatto che il movimento del suo valore resta indipendente dagli interventi dei governi. Il nucleo dell'argomentazione è la critica al sistema dei numeri indice: la selezione e la ponderazione delle merci, la scelta del valore medio e il continuo spostamento del consumo renderebbero impossibile una misurazione esatta del valore della moneta. Su questa base egli discute poi la valuta a riserva aurea con copertura in divise nonché i piani di Keynes e di Irving Fisher, e li respinge entrambi. La conclusione: la scelta è soltanto tra valuta aurea e valuta manipolata, e l'oro, pur non essendo una soluzione ideale, è nelle circostanze date la migliore possibile, la cui reintroduzione richiede accordi internazionali.
OriginaleTedesco
Ludwig Mises recensisce la sesta edizione dell'opera di riferimento di Karl Helfferich "Das Geld" (apparsa per la prima volta nel 1903). Mises apprezza Helfferich come successore di Ludwig Bamberger nella teoria monetaria e nella politica valutaria, colui che avrebbe difeso la valuta aurea tedesca contro bimetallisti e inflazionisti. Egli colloca la rottura decisiva già tra la prima e la seconda edizione: Helfferich sarebbe caduto sotto l'influsso della teoria statale della moneta di Georg Friedrich Knapp e avrebbe cercato di conciliare Bamberger e Knapp in un eclettismo che per Mises è insostenibile. Come secondo difetto egli indica la completa omissione della letteratura di teoria monetaria, sia estera sia tedesca. Il valore duraturo del libro Mises lo vede nelle sue esposizioni di storia monetaria e di statistica, mentre sul piano teorico esso non soddisfa.
OriginaleTedesco
Ludwig Mises recensisce lo scritto d'occasione di Gustav Seibt 'Deutschlands kranke Wirtschaft und ihre Wiederherstellung' (Bonn 1923), che il professore di statistica di Bonn aveva presentato per il 1° dicembre 1922. Mises apprezza che lo scritto si opponga con decisione alle correnti dottrine errate della politica economica contemporanea: Seibt si basa su esposizioni di teoria monetaria, sviluppa la teoria quantitativa e respinge la teoria della bilancia dei pagamenti dei tassi di cambio, per fondarvi la critica alle concezioni dominanti su svendita, consumo di capitale, sottoproduzione, tutela degli inquilini, politica fiscale e riparazioni. Il programma di riforma culmina nelle richieste 'arresto della stampa di banconote' e 'ritorno alla libera economia'. Mises rileva che l'avvertimento di Seibt sul crollo del sistema monetario tedesco si è avverato, ma che egli non è stato ascoltato più di altri ammonitori, e raccomanda lo scritto come introduzione chiara e generalmente comprensibile ai problemi teorici della politica economica tedesca.
1925
In questo volume del 1929 Ludwig von Mises riunisce cinque saggi sulla politica economica e sull'ideologia economica del presente, integrati dal saggio «Verstaatlichung des Kredits?» (Statalizzazione del credito?). La tesi guida: tra un ordinamento fondato sulla proprietà privata dei mezzi di produzione e uno fondato sulla proprietà collettiva non esiste alcuna terza forma durevolmente sostenibile. L'interventismo, che vuole soltanto regolare la proprietà privata mediante interventi dell'autorità invece di abolirla, sarebbe contraddittorio in sé: interventi isolati come i calmieri sui prezzi o i salari minimi mancano il loro scopo e costringono lo Stato passo dopo passo alla piena socializzazione. Mises argomenta sul piano dell'economia politica e si confronta criticamente con il socialismo della cattedra, con la scuola storica (Schmoller, Brentano, Herkner), con J. M. Clark e con il rapporto di Sombart con il marxismo. Il saggio in appendice esamina la proposta di Deumer di un monopolio statale del credito e le sue conseguenze burocratiche.
OriginaleTedesco
Ludwig Mises fornisce una prefazione alla monografia di Fritz Machlup sul gold exchange standard e ne delinea al contempo l'oggetto. Egli ricostruisce come, dalla riforma monetaria tedesca del 1871-1873 fino alla riforma valutaria indiana degli anni Novanta dell'Ottocento, si sia formata una valuta aurea senza effettiva circolazione dell'oro, la cui origine concettuale risale allo scritto di Ricardo del 1816. Mises descrive i vantaggi di questo ordinamento (minore fabbisogno di oro, riserve in divise fruttifere) e il suo punto critico: non tutti i paesi possono tenere contemporaneamente la propria riserva in divise auree. Egli colloca la questione nel dibattito del dopoguerra, prende le distanze dalle proposte di Irving Fisher e di Keynes e apprezza l'esposizione di Machlup, sia di storia delle dottrine sia sistematica, comprensiva della prima traduzione tedesca del piano valutario di Ricardo in appendice.
OriginaleTedesco
In questo saggio della serie «Der Volkswirt» Ludwig Mises difende la valuta aurea contro le proposte coeve di un ordinamento monetario diretto dallo Stato. Il suo argomento centrale: il pregio dell'oro non risiede in un presunto valore «in sé», bensì nel fatto che l'aumento e la diminuzione della quantità di oro sono sottratti agli influssi politici e sottostanno alla legge della redditività dell'attività estrattiva. Contro i piani di una valuta basata su numeri indice, sostenuti da Keynes, Josiah Stamp e Irving Fisher, egli muove due obiezioni: le variazioni del potere d'acquisto non si lasciano misurare in modo univoco, e l'effetto di una variazione della quantità di moneta sui prezzi non è proporzionale né prevedibile. Una moneta legata a un indice farebbe della determinazione del valore monetario l'oggetto di lotte politiche. Mises riconduce l'aumento dei prezzi dei decenni precedenti meno alla produzione di oro che alla deliberata moltiplicazione dei mezzi fiduciari privi di copertura.
OriginaleTedesco
Il verbale stenografico raccoglie gli interventi di Ludwig von Mises al congresso di Stoccarda del Verein für Sozialpolitik (1924) sul lato teorico ed economico-tecnico del problema valutario. Mises oppone alla concezione scettica secondo cui la teoria resterebbe priva di conseguenze l'argomento che furono proprio la teoria statale della moneta e il rifiuto della teoria quantitativa a rendere possibile la politica inflazionistica degli anni di guerra e del dopoguerra. Egli interpreta la stabilizzazione come passaggio alla valuta a nucleo aureo, ossia in dollari, respinge il timore di un'inflazione importata attraverso afflussi di prestiti e ammonisce a non minare l'effettiva convertibilità delle banconote con artifici di tecnica bancaria o con ordinanze sui cambi. Sul piano della storia del pensiero economico osserva che l'avversione alla teoria quantitativa non è di origine tedesca, bensì fu importata in Germania insieme alla teoria del Banking. Nelle repliche si confronta con Bortkiewicz, Spitzmüller e Bernhard e descrive il proprio influsso sulla politica valutaria austriaca come limitato al lavoro letterario e alle conferenze.
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Preistaxen
OriginaleTedesco
1926
Interventionismus
OriginaleTedesco
Ludwig Mises recensisce la raccolta in più volumi «Papers relating to Political Economy», in cui F. Y. Edgeworth presenta per la prima volta in forma unitaria i suoi saggi e le sue recensioni, apparsi nel corso di decenni in modo sparso sull'Economic Journal. Mises colloca Edgeworth tra i principali economisti politici inglesi a cavallo del secolo e illustra la struttura dei tre volumi: valore e distribuzione, teoria del monopolio e della moneta, commercio internazionale, imposizione fiscale, economia politica matematica e recensioni di libri. Al centro sta la valutazione prudente di Edgeworth circa il metodo matematico, che Mises condivide espressamente e documenta con due citazioni originali in inglese. Egli rileva che una parte considerevole dei lavori, al momento della pubblicazione, portava elementi nuovi, ma è oggi superata, e apprezza Edgeworth soprattutto come mente critica, più incline a individuare i problemi che a risolverli.
OriginaleTedesco
Sozialliberalismus
OriginaleTedesco
La prefazione di Ludwig von Mises (Vienna, 5 gennaio 1926) introduce la critica di Siegfried Strakosch al nuovo programma agrario della socialdemocrazia austriaca. Mises interpreta questo programma come un tentativo di trasformare gran parte dell'agricoltura e della silvicoltura in un'attività in perdita: esproprio e statalizzazione della grande proprietà terriera e dei boschi, benché le imprese federali, secondo la sua esposizione, operino sistematicamente in deficit. Egli sostiene che il programma promette all'elettorato rurale spese a carico dei fondi pubblici senza indicarne il finanziamento, e mira unicamente al guadagno di voti. Strakosch, presentato da Mises come agricoltore di successo nonché come naturalista e scrittore di economia politica, esamina il programma nei dettagli. Mises auspica che la sua esposizione fattuale apra gli occhi ai lettori sul pericolo di una sua attuazione.
1927
Riproduzione di una conferenza tenuta da Ludwig von Mises il 17 dicembre 1926 davanti all'Associazione centrale dell'industria austriaca. Mises sostiene che l'Europa non deve attendersi dagli Stati Uniti la soluzione dei suoi problemi del dopoguerra, né sul piano politico né su quello della politica economica. Egli ricostruisce la trasformazione degli USA da importatori di capitale a maggiore creditore mondiale dopo la guerra mondiale, documentandola con i dati della bilancia dei pagamenti e della bilancia commerciale americana per gli anni 1925 e 1926. La contraddizione interna la individua nella protezione doganale elevata: in quanto paese creditore, gli USA potrebbero incassare gli interessi dei loro debitori soltanto attraverso le importazioni di merci, mentre la politica doganale tiene lontane proprio quelle importazioni. Mises conclude che gli USA possono sì fornire capitale, ma non i fondamenti politici e ideologici della ricostruzione: questi devono partire dall'Europa stessa.
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Die Vereinigten Staaten von Europa
OriginaleTedesco
Ludwig von Mises recensisce lo scritto di John Maynard Keynes "Das Ende des Laissez-Faire", tenuto nel 1926 come conferenza a Berlino. Keynes critica liberalismo e capitalismo, respinge la libera proprietà privata dei mezzi di produzione, ma al tempo stesso rifiuta il socialismo e raccomanda come via di mezzo una proprietà privata regolata dal controllo sociale, esercitata da corporazioni semiautonome nell'ambito dello Stato. Mises ritiene che questa proposta non abbia nulla di nuovo, ma sia il programma da tempo corrente della scienza ufficiale. La sua obiezione principale è rivolta al titolo: Keynes parlerebbe soltanto del "laissez faire", ma tacerebbe il "laissez passer", cioè la libera circolazione di uomini e merci. Proprio perché il mondo da decenni non è più governato secondo questa massima, Mises vede guerra, miseria di massa e dittatura come conseguenze dell'antiliberalismo dominante, non del liberalismo.
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Ludwig von Mises recensisce le "Neue Briefe über Grundrente, Rentenprinzip und soziale Frage an Schumacher" di Carl Rodbertus-Jagetzow (Karlsruhe 1926, editore G. Braun), curate da Robert Michels ed Ernst Ackermann, primo volume della "Bibliothek der Soziologie und Politik". Le lettere, raccolte da Theophil Kozak, trattano secondo Mises il sistema del credito agricolo, il principio della rendita nonché la questione sociale e altri temi politici ed economici; sono tramandate solo le lettere di Rodbertus, non quelle di Schumacher. Mises mette in evidenza l'appendice di circa 150 pagine con documenti probatori in parte inediti e soprattutto l'introduzione di Michels ("Rodbertus und sein Kreis"), che sostituirebbe l'opera più antica di Dietzel su Rodbertus. Egli valuta l'edizione come un contributo interessante sia alle dottrine di Rodbertus sia alla storia tedesca successiva alla fondazione dell'Impero.
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Ludwig von Mises recensisce la prima parte, inglese-tedesca, del «Volkswirtschaftliches Wörterbuch» di Hereward T. Price (1926). Egli accoglie con favore il progetto come risposta a un bisogno avvertito da tempo, ma ne critica aspramente l'esecuzione. Vengono lamentate sia lacune (ad esempio Behaviorism, Institutionalism, Birmingham Currency School) sia termini quotidiani superflui e soprattutto spiegazioni imprecise o errate di espressioni tecniche. Con esempi come hoard, acquisitive society, Banking Principle, residual claimant e invisible imports, Mises mostra come le voci avrebbero dovuto essere formulate in modo più preciso, e rinvia alla letteratura pertinente e alla propria traduzione in «Die Gemeinwirtschaft». Nonostante le obiezioni, ritiene il libro già nella forma presente un sussidio utile e si attende miglioramenti nelle edizioni future.
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1928
Bemerkungen zum Grundproblem der subjektivistischen Wertlehre
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In questo breve testo programmatico Ludwig von Mises colloca la teoria monetaria nello sviluppo dell'economia politica teorica. Egli divide la storia di quest'ultima in un periodo classico e oggettivistico (Hume, Smith, Ricardo, Malthus, Say) e nell'indirizzo soggettivistico operante a partire all'incirca dal 1870 (Gossen, Menger, Walras, Jevons). La sua tesi centrale: la scuola soggettivistica avrebbe a lungo non applicato la propria teoria del valore alla moneta, ma avrebbe recuperato questo ritardo nei due decenni precedenti la stesura, spiegando, al di là della mera teoria quantitativa della moneta, la formazione del valore monetario originario con il principio dell'utilità marginale. A ciò egli collega la teoria bancaria sulla scia di Wicksell e la teoria del ciclo economico. Mises sottolinea la continuità con la dottrina classica, rimanda alla sua "Theorie des Geldes und der Umlaufsmittel" e all'importanza dell'idea che il calcolo economico è possibile solo come calcolo monetario.
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Ludwig von Mises recensisce lo scritto di Eduard Heimann "Die sittliche Idee des Klassenkampfes und die Entartung des Kapitalismus" (editore J. H. W. Dietz Nachf., collana "Schriften zur Zeit", 1926). Mises distingue due parti del libro: nella prima Heimann fonda, da una prospettiva di matrice marxista e religiosa, la lotta di classe come valore morale, cosa che Mises critica come argomentazione utilitaristica e difficilmente conciliabile con il Vangelo. La seconda parte, che respinge il capitalismo per via di inflazione, dazi e cartelli, Mises la prende sul serio come economicamente rilevante. Egli contesta l'attribuzione di colpa che Heimann muove agli imprenditori e interpreta invece le disfunzioni lamentate come conseguenze necessarie di una politica interventista sostenuta da tutti i ceti. La recensione colloca così la diagnosi di Heimann nel quadro della tradizione del socialismo della cattedra e del protezionismo, che Mises respinge.
OriginaleTedesco
Ludwig von Mises descrive nel 1928 lo stato della valuta e delle finanze pubbliche della Repubblica d'Austria. Il punto di partenza è il risanamento avviato nel 1922 dal cancelliere Seipel: rinuncia alla stampa di banconote, pareggio del bilancio statale e fissazione del valore aureo della corona, in contrapposizione alla politica inflazionistica degli anni del dopoguerra sotto Renner. Mises illustra la stabilizzazione riuscita, l'introduzione di scellino e Groschen nel 1924 e la politica di emissione della Banca nazionale austriaca, vincolata alla legge bancaria. Sulla base del progetto di bilancio federale del 1928 egli analizza il gettito fiscale, i monopoli e le imprese pubbliche in deficit, soprattutto ferrovie federali, poste e foreste. Il maggiore bisogno di riforma lo individua nelle costose amministrazioni provinciali e comunali e nella politica di socialismo municipale di Vienna. La sua conclusione: la stabilizzazione è riuscita, il compito futuro è di politica della produzione, soprattutto la riduzione delle imposte dirette.
OriginaleTedesco
1929
In questo articolo di giornale del 1929 Ludwig Mises offre una sintetica panoramica dell'opera della Scuola austriaca di economia fondata da Carl Menger, redatta in occasione dell'inaugurazione del monumento a Menger presso l'Università di Vienna. Mises ripercorre il cammino dai classici (Hume, Smith, Ricardo), attraverso il Methodenstreit contro la Scuola storica tedesca, fino alla soluzione da parte di Menger dell'antinomia del valore mediante la teoria dell'utilità marginale. Egli illustra la teoria soggettiva del valore, l'imputazione dei prezzi dei beni di ordine superiore alla valutazione dei consumatori e nomina compagni di strada e successori: Böhm-Bawerk, Wieser, Jevons, Walras, Gossen, Clark. La parte conclusiva interpreta le esperienze di crisi e di inflazione degli anni di guerra e del dopoguerra come conferma della teoria disdegnata dalla Scuola storica e vede l'opera di Menger divenuta fondamento dell'economia politica moderna.
OriginaleTedesco
Ludwig von Mises recensisce il primo volume del «Handbuch des Genossenschaftswesens» (1928) di Ernst Grünfeld, dedicato alle questioni economiche e sociologiche. Mises rileva che le aspettative di politica economica un tempo riposte nelle cooperative di consumo, di produzione e agricole, di superare il capitalismo, non si sono realizzate, ma che alla cooperativa come forma d'impresa è andato spettando un duraturo campo di attività. Al centro della sua recensione sta la sezione sociologica (pagine da 42 a 49): Mises lamenta che Grünfeld ometta il ruolo delle cooperative al servizio di idee politiche, religiose, culturali e nazionali, sebbene proprio questa funzione extraeconomica faccia del movimento cooperativo un fenomeno unitario. Nel complesso apprezza l'opera come prestazione eccellente.
OriginaleTedesco
Soziologie und Geschichte
OriginaleTedesco
Verstaatlichung des Kredits?
OriginaleTedesco
anni 1930
1930
Begreifen und Verstehen
OriginaleTedesco
Mises presenta l'interventismo come un terzo sistema economico tra capitalismo e socialismo e sostiene che, come sistema autonomo e duraturo, non può sussistere. Il suo strumento è il singolo intervento autoritativo, un comando isolato che impone l'impiego dei mezzi di produzione contro la situazione di mercato, senza dirigere socialisticamente l'intera produzione. Sull'esempio del prezzo massimo per legge, Mises mostra come un simile intervento manchi il proprio obiettivo: il prezzo fissato al di sotto di quello di mercato fa scomparire la merce dal mercato e costringe l'autorità a interventi sempre nuovi, dall'obbligo di vendita al razionamento fino alla fissazione di tutti i prezzi e i salari. Da ciò discende per lui l'alternativa o capitalismo o socialismo, una via di mezzo non esiste. La conclusione spiega perché il liberalismo respinge gli interventi non per ostilità verso lo Stato, ma per la consapevolezza della loro inadeguatezza allo scopo.
OriginaleTedesco
The Suitability of Methods of Ascertaining Changes in Purchasing Power for the Guidance of International Currency and Banking Policy
OriginaleInglese
1931
Das festangelegte Kapital
OriginaleTedesco
Nel 1931 Ludwig von Mises analizza gli insegnamenti di politica bancaria della crisi bancaria di allora e individua nello stretto intreccio tra le banche tedesche e austriache e l'industria la debolezza centrale. A differenza delle banche inglesi e americane, che come puri banchieri prestavano denaro altrui, le banche tedesche sarebbero diventate veri e propri gruppi industriali, con la conseguente scomparsa del vaglio critico della solvibilità come regolatore del mercato del denaro. Come riforma più urgente Mises chiede lo scioglimento del legame banca-gruppo industriale, una maggiore differenziazione dei tassi d'interesse secondo la scadenza, l'impiego a lungo termine dei depositi a risparmio per ridurre il pericolo di una corsa agli sportelli e maggiore trasparenza nei bilanci bancari. La segretezza delle banche si è rivelata particolarmente dannosa; il controllo pubblico è indispensabile per la sicurezza di un istituto. Il testo si legge come un commento di politica economica alla crisi acuta di tre grandi banche fallite a Vienna e a Berlino.
OriginaleTedesco
In questo articolo di giornale del 1931 Ludwig Mises difende la valuta aurea contro i suoi avversari. La sua tesi centrale: la valuta aurea sottrae il potere d'acquisto dell'unità monetaria alla presa di concezioni di politica monetaria mutevoli e assicura corsi valutari e dei cambi stabili. Mises esamina uno dopo l'altro le obiezioni degli avversari della valuta aurea: l'accusa di un eccessivo rialzo dei prezzi (Irving Fisher), il desiderio di inflazione, il presunto rincaro del tasso d'interesse e l'argomento della bilancia dei pagamenti sfavorevole. Egli riconduce ogni obiezione al tentativo di abbassare artificialmente il tasso d'interesse mediante l'espansione del credito, il che, attraverso una ripresa apparente, sbocca inevitabilmente nella crisi e nel crollo della valuta. La concentrazione dell'oro negli Stati Uniti e in Francia la interpreta come conseguenza di questa politica degli altri paesi. La sua conclusione: la politica ha solo la scelta tra valuta aurea e inflazione; anche il paese più povero può e deve attenersi all'oro, perché solo questo rende possibile l'afflusso di capitale estero.
OriginaleTedesco
Mises argomenta contro l'interpretazione secondo cui la grave crisi economica proverebbe il fallimento del capitalismo. A fallire non sarebbe stato il sistema capitalistico, bensì la politica anticapitalistica fatta di interventismo, statalismo e socialismo. Egli intende il mercato come regolatore della produzione: mediante i prezzi delle merci, dei salari e dell'interesse esso porta domanda e offerta a coincidere. Gli interventi statali come dazi, cartelli, salari sindacalmente gonfiati e sussidi di disoccupazione impediscono questa funzione e generano disoccupazione permanente, invendibilità e consumo di capitale. Il testo reinterpreta concetti come invendibilità e disoccupazione come fenomeni di prezzo. Come prova dell'avanzata di questa politica Mises cita Sidney Webb e i socialisti della cattedra. La sua conclusione: solo più lavoro e nuova formazione di capitale, ossia l'abbandono della politica anticapitalistica dominante da decenni, conducono fuori dalla crisi.
OriginaleTedesco
Die psychologischen Wurzeln des Widerstandes gegen die nationalökonomische Theorie
OriginaleTedesco
Die Ursachen der Wirtschaftskrise
OriginaleTedesco
Vom Weg der subjektivistischen Wertlehre
OriginaleTedesco
1932
In questo breve testo Ludwig Mises recensisce lo scritto polemico contro i dazi protettivi britannici, nato nel 1931/32 sotto la direzione di Sir William Beveridge alla London School of Economics e apparso in edizione tedesca col titolo "Zölle, Lehrbuch des internationalen Handels". L'occasione è l'abbandono da parte della Gran Bretagna della politica economica liberale e il passaggio al protezionismo. Mises espone come gli autori esaminino e confutino tutti gli argomenti dei protezionisti, spingendosi fino alle cause della crisi economica mondiale. Al centro sta la tesi che ogni intervento nel meccanismo del mercato e dei prezzi turba l'ordinamento economico fondato sulla proprietà privata dei mezzi di produzione, perché solo le variazioni di prezzo adeguano domanda e offerta. La rigidità dei salari monetari e dei tassi d'interesse, secondo Mises, ha impedito l'adeguamento e sbocca, attraverso protezionismo e inflazione, infine nella richiesta di economia pianificata.
OriginaleTedesco
Der Streit um die Wertlehre
OriginaleTedesco
Il saggio si oppone alla tesi, diffusa dopo la crisi economica mondiale, secondo cui il capitalismo avrebbe fallito e il passaggio al socialismo sarebbe inevitabile. Mises obietta che a fallire non è stato il capitalismo, bensì l'interventismo e il socialismo statale e municipale: la crisi è la conseguenza prevedibile di una politica anticapitalistica e antiliberale durata decenni. L'argomentazione si svolge in tre parti, muovendo dalla scoperta delle leggi del mercato da parte delle scienze sociali (Hume, Adam Smith), attraverso l'effetto degli interventi statali, fino alla condizione dell'imprenditore nello Stato interventista, in cui le "relazioni" con la politica diventano più importanti di una produzione conveniente. Mises distingue la dottrina liberale dal marxismo e dall'interventismo e conclude che la disfunzione del mercato dovuta a interventi su prezzi, salari e interesse conduce inevitabilmente alla crisi.
OriginaleTedesco
Ludwig von Mises sostiene che il denaro non è un caso particolare al di fuori della dottrina generale del valore e dei prezzi, bensì vi si inserisce pienamente. Il punto di partenza è la tripartizione dei beni economici proposta da Knies in mezzi di produzione, beni di consumo e mezzi di scambio. Il testo si oppone alla concezione secondo cui il valore della moneta sarebbe "immaginario" o meramente convenzionale, e fa risalire la teoria soggettivistica del valore fino a John Law. In cinque sezioni Mises tratta il servizio monetario formatore di valore, il rapporto tra scorta di moneta e fabbisogno di moneta unitamente a una critica del concetto di velocità di circolazione, le variazioni del valore della moneta e la teoria quantitativa della moneta, il surrogato monetario (certificato monetario contro mezzi fiduciari) nonché il calcolo monetario e il falso problema della "stabilità del valore". Lungo tutto il testo egli contrappone la considerazione individualistica del mercato all'equazione degli scambi macroeconomica da lui criticata.
OriginaleTedesco
Rezension: Die Letzten Jahrzehnte einer Grossmacht: Menschen, Völker und Probleme des Habsburger-Reichs von Rudolf Sieghart
OriginaleTedesco
The Great German Inflation
OriginaleInglese
1933
Ludwig von Mises esamina se la comprensione teorica delle cause dell'alternanza congiunturale porterà in futuro a oscillazioni minori, e lo nega con un argomento di politica economica, non teorico. Il punto di partenza è la teoria del credito di circolazione, che egli definisce dominante e secondo la quale l'espansione del credito che innesca la ripresa è sempre sostenuta dal desiderio di denaro a buon mercato. Mises sostiene che una mera espansione del credito annunciata come temporanea deve restare priva di effetti, poiché gli imprenditori si impegnano in nuovi affari solo in presenza di tassi d'interesse attesi come durevolmente bassi. Egli riconduce la durata dell'attuale crisi a salari rigidi e sostegni dei prezzi e ammonisce a non sottovalutare gli insegnamenti della più antica Currency School. Come problema irrisolto indica gli effetti dei prezzi calanti e la questione se progresso e formazione del capitale siano possibili solo per via inflazionistica.
OriginaleTedesco
Planwirtschaft und Sozialismus
OriginaleTedesco
Senior’s Lectures on Monetary Problems
OriginaleInglese
1934
Lo scritto è la prefazione redatta da Ludwig von Mises per l'edizione inglese della sua Theorie des Geldes und der Umlaufsmittel. Mises interpreta la politica valutaria e bancaria dei primi anni Trenta come prosecuzione degli stessi problemi di fondo che avevano già determinato il ritorno della Gran Bretagna all'antica parità aurea della sterlina e la prosperity americana degli anni dal 1926 al 1929. Egli sostiene che la crisi economica non è imputabile alla valuta aurea, bensì alla precedente espansione del credito nonché al tentativo politico di stabilizzare salari e prezzi mediante la riduzione del contenuto aureo dell'unità monetaria. Contro l'idea di una manipolazione del potere d'acquisto sostenuta da indici, egli obietta che ogni metodo di calcolo favorisce determinati interessi e che la determinazione del valore della moneta diventa così oggetto del gioco politico. Il controllo delle divise e i divieti di pagamento disposti unilateralmente avevano quasi paralizzato il traffico creditizio internazionale.
OriginaleTedesco
Mises traccia l'origine e la portata della scuola austriaca di economia e la colloca nel contesto dei rapporti di politica economica tra Austria e Ungheria. Punto di partenza è l'economia politica classica di Hume, Smith e Ricardo, che non poté risolvere il problema della formazione dei prezzi, perché le si opponeva il paradosso del valore tra beni utili e beni costosi. Carl Menger avrebbe superato questa antinomia con l'utilità marginale: a essere valutata non è la categoria del bene, ma la concreta quantità parziale secondo l'ultimo bisogno soddisfatto. Dalle valutazioni soggettive dei consumatori la teoria dell'imputazione deriva i prezzi dei mezzi di produzione, i salari, l'interesse e il profitto dell'imprenditore. Mises ripercorre l'influenza della dottrina attraverso Böhm-Bawerk, Wieser, nonché attraverso Jevons, Walras e Clark. La sua occasione è pratica: gli uomini che condussero le trattative di politica economica dell'Austria e dell'Ungheria sarebbero usciti dalla scuola di Menger, sicché entrambi i paesi si fondano sulle stesse basi teoriche.
OriginaleTedesco
1935
Der Kultus des lrrationalen [veröffentlicht in ungarischer Übersetzung: Ami értelemmel fel nem fogható]
Der Weg der österreichischen Finanzpolitik
OriginaleTedesco
Economic Calculation in the Socialist Commonwealth
OriginaleInglese
Freizügigkeit als internationales Problem
OriginaleTedesco
Neue Ausgabe der Werke Carl Mengers
OriginaleTedesco
Review: The Gold Standard and its Future (3rd ed., 1934) von T.E. Gregory
OriginaleInglese
1936
Ein neuer Band der Gesammelten Werke Carl Mengers
OriginaleTedesco
La Theorie dite Autrichienne du Cycle Economique
OriginaleFrancese
Ludwig von Mises recensisce il quarto e conclusivo volume dell'edizione completa degli scritti di Carl Menger, promossa dalla London School of Economics e curata da F. A. von Hayek, che riunisce i suoi lavori sulla teoria monetaria e sulla politica valutaria. Vengono menzionati la teoria monetaria di sintesi di Menger del 1909 per il Handwörterbuch der Staatswissenschaften, i suoi saggi sulla regolazione valutaria austriaca e le sue dichiarazioni nell'inchiesta sui cambi del 1892, completati da un elenco degli scritti di Menger. Mises sottolinea che nulla, nel volume di oltre 300 pagine, è obsoleto nel merito, e adduce come esempio attuale il dibattito sulla regolazione valutaria del 1892, in cui Menger apparteneva al gruppo dei fautori di una stabilizzazione del valore corrente del fiorino. La chiusura è data da una lunga citazione dagli argomenti di Menger contro una svalutazione, in cui egli respinge il "piccolo fiorino" come sfruttamento dell'uomo comune e chiede un fiorino giusto, che non favorisca né creditori né debitori.
OriginaleTedesco
Memorandum on Exchange Stabilization and the Problem of Internal Planning
OriginaleInglese
Memorandum on New Technical Arguments for Postponing Stabilization
OriginaleInglese
In questo saggio Ludwig von Mises sostiene che il liberalismo economico e quello politico provengono da un'unica radice e possono sussistere soltanto insieme. L'economia di mercato fondata sulla proprietà privata viene da lui interpretata come un ordine democratico: la proprietà sarebbe il risultato di un plebiscito dei consumatori rinnovato ogni giorno, in cui ogni centesimo rappresenta una scheda di voto. A ciò corrisponde nella costituzione dello Stato la democrazia politica. Il paradosso del presente consiste nel fatto che la democrazia creata dal liberalismo si è schierata contro la libertà economica e, con l'interventismo, lo statalismo e il socialismo, mina al tempo stesso la democrazia politica e i diritti civili di libertà, fino alla dittatura. Nella seconda parte Mises discute il libro di William E. Rappard L'individu et l'état dans l'évolution constitutionnelle de la Suisse, che ripercorre questo sviluppo sull'esempio della Svizzera dal 1848 e dal 1874 fino alla crisi statalista del presente.
OriginaleTedesco
1937
Autarkie – der Weg ins Elend: Internationale Arbeitsteilung ist Grundlage der europäischen Kultur
OriginaleTedesco
Der Völkerbund und das Rohstoffproblem
OriginaleTedesco
Introduction: The Twilight of American Capitalism: An Economic Interpretation of the New Deal, A. S. J. Baster
OriginaleInglese
The Logical Character of the Science of Human Conduct
OriginaleInglese
1938
Économie Dirigée et Démocratie
OriginaleFrancese
Les Équations de l’économie mathématique et le problème du calcul économique en régime socialiste
OriginaleFrancese
Or et Inflation
OriginaleFrancese
Remarks at Le Colloque [Conference] Walter Lippmann
OriginaleFrancese
Rezension: Die Wehrwirtschaft des totalen Krieges, Stefan Th. Possony. Paneuropa: R.N. Coudenhove-Kalergi. 14:3
OriginaleTedesco
The Disintegration of the International Division of Labour
OriginaleInglese
The Non-Neutrality of Money
OriginaleInglese
1939
Les Hypothèses de travail dans la science économique
OriginaleFrancese
anni 1940
1940
L’Autarcie et la guerre
OriginaleFrancese
My Contributions to Economic Theory
OriginaleInglese
1941
American Credits for Europe?
OriginaleInglese
Grandfather Willeke [unsigned editorial]
OriginaleInglese
Productive Capitalism vs. Distributive Socialism: America’s Advantages in Postwar Reconstruction
OriginaleInglese
Review: The Structure of the Nazi Economy, Maxine Y. Sweezy
OriginaleInglese
1942
Comenius [unsigned editorial]
OriginaleInglese
Economic Nationalism and Peaceful Economic Cooperation
OriginaleInglese
Germany’s Transport Problem [unsigned editorial]
OriginaleInglese
Hitler’s Achilles Heel [unsigned editorial]
OriginaleInglese
Hitler’s Counterfeit Reich: Behind the Scenes of Nazi Economy
OriginaleInglese
Ideas sobre la Política Económica de la Postguerra
OriginaleSpagnolo
Inflation and You
OriginaleInglese
Reich Gets Big Shock: New Securities Ordinance Viewed as Blow at System
OriginaleInglese
Social Science and Natural Science
OriginaleInglese
The Nazis Under Blockade [unsigned editorial]
OriginaleInglese
1943
A New World Currency? [unsigned editorial]
OriginaleInglese
Another Risorgimento! [unsigned editorial]
OriginaleInglese
Autarky and Its Consequences
OriginaleInglese
British Post-War Problems [unsigned editorial]
OriginaleInglese
Elastic Expectations and the Austrian Theory of the Trade Cycle
OriginaleInglese
Industrial Empires [unsigned editorial]
OriginaleInglese
Inflation and Money Supply [unsigned editorial]
OriginaleInglese
Review: The Tragedy of European Labor, Adolf Sturmthal
OriginaleInglese
Review: Victory Is Not Enough! The Strategy for a Lasting Peace, Egon Ranshofen-Wertheimer
OriginaleInglese
Socialism versus European Democracy
OriginaleInglese
Super-National Organization Held No Way to Peace: Radical Change in Political Mentalities and Social and Economic Ideologies Viewed as Necessary in Order to Eradicate Economic Nationalism
OriginaleInglese
The German Supply Problem [unsigned editorial]
OriginaleInglese
1944
Big Business and the Common Man: High Living Standards in U.S. Came from Big Mass Production Enterprise
OriginaleInglese
Review: Nassau W. Senior: The Prophet of Modern Capitalism, S. Leon Levy
OriginaleInglese
The Economic Causes of War
OriginaleInglese
The Treatment of ‚Irrationality‘ in the Social Sciences
OriginaleInglese
1945
European Experiences with Price Control
OriginaleInglese
Planning for Freedom
OriginaleInglese
Review: A Challenge to Peacemakers: Conflicting National Aspirations in Central and Eastern Europe, Joseph S. Roucek, editor
OriginaleInglese
The Clash of Group Interests
OriginaleInglese
1946
Business Under German Inflation
OriginaleInglese
The Trade Cycle and Credit Expansion
OriginaleInglese
1947
Economics as a Bridge for Interhuman Understanding
OriginaleInglese
Le Capitalisme a-t-il fait faillite?
OriginaleFrancese
We Must Control Credit
OriginaleInglese
1948
Should We Return to a Gold Standard
OriginaleInglese
Stones into Bread, the Keynesian Miracle
OriginaleInglese
The Objectives of Economic Education
OriginaleInglese
1949
Laissez Faire or Dictatorship
OriginaleInglese
The Why of Human Action
OriginaleInglese
anni 1950
1950
A Reading List for the Alert Citizen
OriginaleInglese
Benjamin M. Anderson Challenges the Philosophy of the Pseudo-Progressives
OriginaleInglese
Economic Aspects of the Pension Problem
OriginaleInglese
Lord Keynes and Say’s Law
OriginaleInglese
Middle-of-the-Road Policy Leads to Socialism
OriginaleInglese
The Alleged Injustice of Capitalism
OriginaleInglese
The Economics of War
OriginaleInglese
The Idea of Liberty is Western
OriginaleInglese
1951
Inflation [misprinted Injection in some editions] Must End in a Slump
OriginaleInglese
Inflation: An Unworkable Fiscal Policy!
OriginaleInglese
Inflation: How Government Generates It and Then Endeavors to Shift Responsibility
OriginaleInglese
The Political Chances of Genuine Liberalism
OriginaleInglese
The Symptomatic Keynes
OriginaleInglese
The Trade Cycle
OriginaleInglese
Trends Can Change
OriginaleInglese
True German History. Review: Bismarck and the German Empire, Erich Eyck
OriginaleInglese
1952
Capital Supply and American Prosperity
OriginaleInglese
India’s Economic Problem
OriginaleInglese
On the Confiscation of Rent and Man’s Power to Reason
OriginaleInglese
Our Leftist Economic Teaching
OriginaleInglese
The Individual in Society
OriginaleInglese
1953
Agony of the Welfare State
OriginaleInglese
Bemerkungen über die mathematische Behandlung nationalökonomischer Probleme
OriginaleTedesco
Economics Too Exciting
OriginaleInglese
Free Port of the World
OriginaleInglese
Freedom is Slavery
OriginaleInglese
Gold versus Paper
OriginaleInglese
Why Read Adam Smith Today?
OriginaleInglese
1954
Letter to Mr. Rene A. Wormser, General Counsel for the Special Committee to Investigate Tax-Exempt Foundations
OriginaleInglese
Myrdal’s Economics
OriginaleInglese
Preface to The Theory of Collective Bargaining, W. H. Hutt
OriginaleInglese
1955
Il testo è una lettera di Ludwig von Mises del 1955 sul problema dei cartelli e del monopolio. Mises acconsente alla ristampa delle sue considerazioni tratte dal libro sul liberalismo del 1927, ma rimanda per la trattazione completa alla sua opera Human Action. La sua tesi centrale: senza interventi statali non esisterebbe un problema del monopolio degno di nota, poiché la politica combatte retoricamente i cartelli, ma al tempo stesso ne crea i presupposti attraverso dazi protettivi, restrizioni valutarie e accordi internazionali. A riprova adduce la prassi antitrust americana contro le big business e un'indagine contro una catena alimentare. Egli sostiene che gli avversari sinceri del monopolio dovrebbero anzitutto rimuovere tutte le misure di economia coatta.
Explodes Unification Fallacy (Review: How Can Europe Survive?, Hans F. Sennholz)
OriginaleInglese
Government vs. Liberty (Review: The Economic Munich, Philip Cortney)
OriginaleInglese
Inequality of Wealth and Incomes
OriginaleInglese
The Green-Eyed Monster (Review: The Secret of American Prosperity, William E. Rappard)
OriginaleInglese
1956
Facts about the Industrial Revolution
OriginaleInglese
Falsche Propheten
OriginaleInglese
Freedom and Govemment
OriginaleInglese
Luxuries into Necessities
OriginaleInglese
The Plight of Business Forecasting
OriginaleInglese
1957
Der Sparer als Wähler
OriginaleInglese
Die Rolle der Vorstellung vom Volkseinkommen in der Weltpolitik
OriginaleTedesco
Saggio programmatico di Ludwig von Mises sull'interventismo come programma di politica economica tra capitalismo e socialismo. Mises nega che l'interventismo rappresenti una terza soluzione durevole: gli interventi statali su prezzi, salari, interesse e credito generano problemi conseguenti che impongono ulteriori interventi, finché alla fine si giunge al socialismo completo. L'argomentazione si sviluppa lungo l'economia di mercato come sovranità del consumatore, la teoria monetaria del ciclo economico (l'espansione del credito conduce inevitabilmente alla crisi) e il ruolo della proprietà privata per la fioritura economica e culturale dell'Occidente. Mises si appoggia all'aggiunta di Engels al Manifesto del Partito Comunista, secondo cui le misure interventiste rendono necessari ulteriori interventi nel vecchio ordine sociale, e distingue il liberalismo classico dall'uso americano del termine. La conclusione è costituita da una serie di citazioni-motto su Stato e legge.
OriginaleTedesco
Full Employment and Monetary Policy
OriginaleInglese
Het Staatsingrijpen Interventionisme en zijn Gevolgen
The Saver as a Voter
OriginaleInglese
Vollbeschäftigung und Währungspolitik
OriginaleTedesco
1958
Economic Freedom in the Present Day World
OriginaleInglese
Liberty and Property
OriginaleInglese
Prólogo. Libertad y Abundancia, Gustavo R. Velasco
OriginaleSpagnolo
Wages, Unemployment and Inflation
OriginaleInglese
1959
Mises ricostruisce le cause storico-intellettuali dell'iperinflazione tedesca del 1923. La sua tesi: la catastrofe non fu conseguenza di circostanze sfortunate, ma l'applicazione pratica di dottrine di politica monetaria quali erano state formulate da Lexis, Knapp e Bendixen nell'epoca imperiale. Il nucleo è costituito da uno sguardo autobiografico retrospettivo sulle sue controversie con esponenti della Scuola storica e del Verein für Sozialpolitik negli anni anteguerra. Mises riporta le loro obiezioni contro la teoria dell'interesse di Böhm-Bawerk e contro la propria dottrina monetaria: il rifiuto della teoria quantitativa della moneta, la diffidenza verso la valuta aurea, l'ideale della preparazione finanziaria alla guerra. Egli descrive come queste posizioni liquidassero come ridicola ogni spiegazione monetaria della svalutazione del marco. Il quadro di riferimento è dato dagli avversari menzionati nel testo, Schmoller, Wagner e Brentano, nonché dalla battaglia di Max Weber per l'avalutatività dell'economia politica.
OriginaleTedesco
Capital and Interest: Eugen von Böhm-Bawerk and the Discriminating Reader
OriginaleInglese
Ludwig von Mises definisce il liberalismo economico come l'economia di mercato fondata sulla proprietà privata dei mezzi di produzione, nella quale i consumatori che acquistano decidono sulla quantità e sulla qualità dei beni. Il testo fonda il liberalismo a partire dall'economia politica: la divisione del lavoro dissolve la lotta biologica di tutti contro tutti in una concorrenza sociale e crea un'armonia degli interessi correttamente intesi. In sei sezioni Mises tratta il rapporto tra liberalismo e scienza, l'ascesa e il declino del movimento liberale a partire dall'Inghilterra e dalla Scozia, la questione degli interessi particolari, il primato del consumo insieme a una critica della fissazione amministrativa dei prezzi, il libero scambio e i tentativi falliti di un suo rinnovamento. Contro il socialismo e l'interventismo egli sostiene che i loro interventi sono inadatti allo scopo e conducono gradualmente alla piena economia pianificata. Il vero neoliberalismo lo collega a economisti come Cannan, Einaudi, Hayek e Röpke.
OriginaleTedesco
L'articolo enciclopedico "Mercato" di Ludwig von Mises definisce il mercato come il processo attraverso cui, nell'economia fondata sulla divisione del lavoro, la produzione viene orientata ai bisogni più urgenti dei consumatori. La tesi guida è la sovranità dei consumatori: profitto e perdita indirizzano la disposizione dei mezzi di produzione nelle mani di coloro che li impiegano nel modo più appropriato al servizio dei consumatori. In sei sezioni Mises tratta il processo di mercato, monopolio e concorrenza, la speculazione come tratto fondamentale di ogni attività economica, l'unità di tutti i mercati parziali (borsa valori, mercato del lavoro), profitto e perdita come fenomeno di adeguamento rispetto all'equilibrio stazionario nonché la disuguaglianza di reddito e di patrimonio come risultato del comportamento dei consumatori. Egli prende le distanze da posizioni interventiste e socialiste e si confronta con la politica di piena occupazione di Keynes e con le richieste del "Manifesto del Partito Comunista". La chiusura è data da una bibliografia.
Six lectures presented in Argentina [Economic Policy: Thoughts for Today and Tomorrow]
OriginaleInglese
The Plight of the Underdeveloped Nations
OriginaleInglese
The Soviet System’s Economic Failure
OriginaleInglese
Undeveloped Countries
OriginaleInglese
anni 1960
1960
Foreword. The Economic Point of View, Israel Kirzner
OriginaleInglese
Liberty and Its Antithesis
OriginaleInglese
Socialism, Inflation and the Thrifty Householder
OriginaleInglese
The Economic Foundations of Freedom
OriginaleInglese
1961
Epistemological Relativism in the Sciences of Human Action
OriginaleInglese
Foreign Spokesmen for Freedom
OriginaleInglese
Foreword. A Socialist Empire: The Incas of Peru, Louis Baudin
OriginaleInglese
In questo saggio Ludwig von Mises argomenta contro la dottrina dell'uguaglianza innata di tutti gli uomini e la distingue nettamente dal principio giusnaturalistico dell'uguaglianza di fronte alla legge. Gli uomini sarebbero dotati fin dalla nascita di capacità diverse; ciò che conta è il modo in cui una società affronta questa disuguaglianza. Nell'economia di mercato, secondo la tesi centrale, i più capaci possono sfruttare la propria superiorità solo servendo i consumatori, mentre gli ordinamenti precapitalistici e socialisti sottomettono le masse ai pochi. Mises si oppone al disprezzo dell'uomo comune nella critica della pubblicità e del consumo, all'appiattimento del sistema educativo e al misticismo del governo della maggioranza. Sostenendosi con Marx, Trotsky e David Hume, egli difende il governo rappresentativo non come espressione di un'uguaglianza naturale, ma come mezzo pacifico per il ricambio del potere. Il distacco dal socialismo lo indica come compito della generazione che cresce.
OriginaleTedesco
Ludwig von Mises sostiene che il progresso economico deriva unicamente da una più ricca dotazione di capitale pro capite e critica la più recente "dottrina della crescita". Questa prenderebbe in prestito dalla biologia il concetto di crescita e rappresenterebbe il miglioramento economico come un processo misterioso, sottratto all'azione umana. Mises legge la dottrina della crescita come una nuova fase nella lotta contro il risparmio e la formazione di capitale, nella tradizione di Tugan-Baranovsky, Lederer, Foster e Catchings nonché di Keynes, e come mezzo per occultare il fallimento della politica economica sovietica per mezzo di discutibili tassi di crescita. Egli rimanda all'incremento della popolazione, ai prodotti nazionali misurati in moneta e al ruolo dell'investimento di capitale estero nella diffusione della civiltà occidentale. Il saggio si chiude con la tesi che solo un progressivo aumento dei beni capitali disponibili consente di raggiungere gli obiettivi della politica economica.
OriginaleTedesco
Niet hinken op twee gedachten
On Equality and Inequality: The Low Estate of the Common Man in the Philosophy of the Left
OriginaleInglese
Small and Big Business
OriginaleInglese
The Elite Under Capitalism
OriginaleInglese
The Marxian Class Conflict Doctrine
OriginaleInglese
The Marxian Theory of Wage Rates
OriginaleInglese
Unemployment and the Height of Wage Rates
OriginaleInglese
1962
A Dangerous Recommendation for High School Economics
OriginaleInglese
A New Treatise on Economics (Review: Man, Economy and State, Murray N. Rothbard)
OriginaleInglese
Freedom Has Made a Comeback: Breaking the Spell of Conformity
OriginaleInglese
Tribute to F.A. von Hayek
OriginaleInglese
Un episodio significativo
OriginaleItaliano
Wage Earners and Employers
OriginaleInglese
1963
Ludwig von Mises ritrae l'industriale, agricoltore e politico agrario austriaco Siegfried von Strakosch (1867-1933), comproprietario della fabbrica di zucchero di Hohenau. Il saggio biografico unisce il percorso di vita di Strakosch, dall'ingresso nell'industria tessile agli studi scientifici a Vienna fino all'influenza nella politica economica, con un'esposizione del suo pensiero in materia di politica agraria. Al centro sta la posizione di Strakosch sul dazio protettivo agrario: egli non lo intendeva come un'istituzione permanente, bensì come dazio transitorio ed educativo, e vedeva in ogni ulteriore misura protezionistica a favore dell'agricoltura un passo verso il socialismo. Mises riferisce dei libri di Strakosch, fra cui Amerikanische Landwirtschaft (L'agricoltura americana), Das Agrarproblem im Neuen Europa (Il problema agrario nella nuova Europa) e Der Selbstmord eines Volkes (Il suicidio di un popolo, 1922), e lo presenta come rappresentante dell'alta borghesia viennese dell'epoca di Francesco Giuseppe. Una nota bibliografica finale rimanda alla stampa privata della vedova Wally von Strakosch.
OriginaleTedesco
The Economic Role of Saving and Capital Goods
OriginaleInglese
1964
A National Policy for Peace
OriginaleInglese
A New Primer on Economics [Review of Essentials of Economics: A Brief Survey of Principles and Policies, Faustino Ballvé]
OriginaleInglese
Ludwig von Mises sostiene che la proprietà privata dei mezzi di produzione nell'economia di mercato non deriva dalla violenza e dall'appropriazione, ma dal servizio reso al consumatore. Egli contrappone l'ordinamento economico signorile, in cui i signori fondiari non dipendevano da alcun mercato, all'economia di mercato, in cui i consumatori decidono in un plebiscito permanente chi disponga dei mezzi di produzione. La proprietà appare così come una funzione sociale che deve essere riconquistata ogni giorno. Da ciò Mises ricava le radici delle moderne libertà e dei moderni diritti civili: senza economia di mercato le garanzie legali della libertà di stampa o di riunione sarebbero prive di valore. Nell'ultima sezione si oppone alla tesi secondo cui la pubblicità renderebbe il consumatore indifeso, richiamandosi a «The Hidden Persuaders» di Vance Packard. Il testo annuncia un saggio successivo sui monopoli.
OriginaleTedesco
Deception of Government Intervention
OriginaleInglese
Professor Hutt on Keynesianism
OriginaleInglese
Wage Interference by Government
OriginaleInglese
Ludwig von Mises sostiene che il futuro del dollaro è indissolubilmente legato al futuro della forma di Stato democratico-repubblicana. La sua tesi: lo Stato assistenziale non può essere finanziato con le sole imposte ed è perciò dipendente da un'inflazione continua. Sull'esempio del sistema elettorale americano Mises mostra come i candidati promettano agli elettori prestazioni senza costi visibili (something for nothing) e come il deficit di bilancio diventi una condizione permanente. Egli documenta la politica monetaria con citazioni di Keynes, Beardsley Ruml e A. B. Lerner e interpreta l'inflazione come un inganno consapevole, che soltanto una valuta a monete d'oro circolanti (valuta aurea del tipo di Bamberger), attraverso la legge di Gresham, smaschererebbe rapidamente. Il testo prende chiaramente posizione contro il finanziamento in deficit e contro la politica di economia coercitiva che si presenta come liberale e progressista, e conclude che a lungo andare la democrazia e il parlamentarismo non possono sussistere senza una valuta aurea.
OriginaleTedesco
1965
Ludwig von Mises sostiene che nell'economia di libero mercato il consumatore è sovrano: la concorrenza costringe ogni produzione a collocarsi nel punto in cui soddisfa i desideri più urgenti dei consumatori. Il prezzo di monopolio è l'unica eccezione a questa regola, ma si presenta solo con una determinata configurazione della curva di domanda e di rado. La tesi centrale del saggio è che non il libero mercato, ma i governi rendono possibile la formazione di prezzi di monopolio, attraverso dazi all'importazione, tutela dei cartelli, diritto di brevetto e d'autore, sostegno dei prezzi agricoli e accordi come l'accordo internazionale sul caffè. Mises contrappone tutto ciò alla favola marxista dell'impoverimento, che sarebbe stata sostituita dalla dottrina della soppressione monopolistica della concorrenza, e critica il fatto che la politica antitrust americana condivida la diagnosi di monopolio di Mosca. Come rimedio indica l'eliminazione di ogni restrizione all'importazione.
OriginaleTedesco
Ludwig von Mises sostiene che la presunta tendenza inarrestabile del capitalismo alla formazione di monopoli sia un'interpretazione errata. In un mercato libero, indisturbato da interventi statali, un prezzo di monopolio che si discosta dal prezzo di concorrenza si forma solo in rare eccezioni (Mises cita i diamanti e il mercurio). In realtà, secondo la sua tesi, sono i governi a creare i monopoli: attraverso dazi che rendono possibili cartelli nazionali, attraverso una legislazione diretta sui prezzi di monopolio e attraverso accordi internazionali sulle materie prime. Come prove adduce la legislazione agricola americana, la contraddittoria politica antitrust degli Stati Uniti e l'accordo internazionale sul caffè, il cui sistema di quote interpreta come un cartello mondiale imposto dallo Stato. Il saggio si chiude con la contrapposizione tra democrazia politica a maggioranza e sovranità del consumatore propria del mercato.
OriginaleTedesco
The Gold Problem
OriginaleInglese
1966
Observations on the Russian Refom Movement
OriginaleInglese
Some Observations on Current Economic Methods and Policies
OriginaleInglese
The Outlook for Saving and Investment
OriginaleInglese
The Supremacy of the Market
OriginaleInglese
Wilhelm Röpke, RIP
OriginaleInglese
1967
EI Práctico
OriginaleSpagnolo
Hundred Years of Marxian Socialism
OriginaleInglese
On Some Atavistic Economic Ideas
OriginaleInglese
On the International Monetary Problem
OriginaleInglese
1968
The Market and the State
OriginaleInglese
Wirtschaft und Staat
OriginaleTedesco
1969
Capitalism versus Socialism
OriginaleInglese
On Current Monetary Problems
OriginaleInglese
anni 1970
1973
Foreword. Understanding the Dollar Crisis, Percy L. Greaves, Jr.
OriginaleInglese
1979
Capitalism
OriginaleInglese
Interventionismus
OriginaleTedesco
anni 1980
1980
Foreign Investment
OriginaleInglese
Inflation
OriginaleInglese
Interventionism
OriginaleInglese
Politics and Ideas
OriginaleInglese
Socialism di Ludwig von Mises (versione inglese di Die Gemeinwirtschaft, 1922/1932) è una critica economica e sociologica complessiva del socialismo. L'argomento centrale di Mises è il problema del calcolo economico: senza proprietà privata dei mezzi di produzione non esistono prezzi di mercato per tali mezzi, e senza tali prezzi un'economia pianificata socialista non può calcolare razionalmente la produzione e l'impiego delle risorse. La struttura procede dai fondamenti (proprietà, violenza e contratto, l'ordine sociale) attraverso l'economia di una comunità socialista isolata e di una aperta fino alle forme particolari del socialismo e dello pseudo-socialismo. Altre parti confutano l'affermazione marxista dell'inevitabilità storica del socialismo, esaminano il socialismo come postulato morale e trattano il "distruzionismo" della politica interventista. Mises prende esplicitamente le distanze da Marx, dai socialisti della cattedra e da tutte le varianti dello statalismo. L'epilogo aggiunto in seguito interpreta fascismo, nazionalsocialismo e comunismo sovietico come varianti del medesimo tratto antiliberale di fondo.
OriginaleInglese
1981
The Wisdom of Ludwig von Mises
OriginaleInglese
APA
Chicago
Stile storico tedesco